Subito in campo. Perché il campionato non concede soste, respiro, spazio per eccessive rimuginazioni. Al lavoro tra sensazioni contrastanti, sul manto in erba sintetica del “Partenio-Lombardi”, in vista della gara casalinga con il Perugia. L'Avellino, rientrato da Vercelli in mattinata, ha iniziato nel pomeriggio, lontano da occhi indiscreti, la marcia di avvicinamento alla sfida con i grifoni di Bucchi; verso l'ultimo appunamento del tour de force di tre partite in otto giorni, che ha finora fruttato quattro punti in centottanta minuti. Defaticante per chi ha giocato al “Piola”, partitella per chi non è stato impiegato o lo è stato a gara in corso. Nello spogliatoio è ancora palpabile l'amarezza per il colpaccio sfumato per una pura questione di secondi, ma a fare da contraltare al mancato successo che avrebbe proiettato i lupi ad un solo punto dalla zona playoff; da quell'ottavo posto occupato proprio dai prossimi dirimpettati, c'è la soddisfazione per il nono risultato utile di fila, che ha permesso di preservare l'imbattibilità nel nuovo anno solare. Il passato è passato. Non resta che voltare pagina per gettarsi a capofitto in un fine settimana intenso: sia dentro, sia fuori dal rettangolo di gioco. Mentre Novellino valuterà le mosse per un turnover che diventa pressoché obbligato, dopo aver confermato in blocco, in Piemonte, l'undici iniziale opposto tre giorni prima al Vicenza, venerdì i supporters irpini resteranno col fiato sospeso in attesa di conoscere le richieste di sanzioni nei confronti del club, da parte della Procura Federale, nell'ambito del processo sportivo di primo grado per le presunte combine di ex tesserati nella stagione 2013/2014. L'orologio biancoverde corre veloce verso appuntamenti determinanti per capire il tipo di finale di annata agonistica a cui il lupo sarà destinato.
Avellino subito in campo in attesa dell'udienza al TFN
In archivio il pari di Vercelli, l'attenzione è rivolta al Perugia e al cruciale venerdì a Roma
Redazione Ottopagine