Terremoto Malzoni, sindacati in rivolta. Si riapre il tavolo del confronto ma restano le incertezze di lavoratori e organizzazioni di categoria sul futuro della struttura e dei suoi lavoratori. Oggi nella sede dell'Ugl il confronto tra i rappresentanti di Cgil Cisl e Uil. E' stato Stefano Caruso ad annunciare una nuova convocazione da parte dell'azienda per martedì prossimo, alle ore 15,30. «Si tratta del quarto tavolo dall'avviamento della procedura di concordato preventivo - spiega Caruso -. Se abbiamo disertato l'ultima riunione è accaduto perché della procedura di licenziamento collettivo per i medici non eravamo stati informati. Noi sindacati non sapevamo nulla. D'intesa abbiamo deciso di riaprire il confronto con la proprietà ma pretendiamo: chiarezza, correttezza e soprattutto scelte e percorsi condivisi».
Sullo sfondo il caso, appunto, dei medici in bilico. «Una cosa di cui siamo stati informati dalla sera alla mattina - spiega Caruso -. L'azienda non ci ha informati di nulla. Una scelta assurda».
«Se torniamo a confrontarci l'azienda deve cambiare registro - spiega Marco D'Acunto. Cgil -».
E proprio sul caso dei medici arrivano le prime indiscrezioni. Sembrerebbe che l'azienda, spiegano i bene informati, punti a dei licenziamenti per poi provvedere alle riassunzioni con nuovi contratti da liberi professionisti.
Ma anche in questo caso non ci sarebbe salvezza per tutti. Insomma gli eventuali reinserimenti con nuovi moduli contrattuali non riuscirebbe a garantire tutte le unità in esubero.
«In base al decreto numero 1 del 2007, della Regione Campania - spiega Stefano Caruso, Ugl -., la forza lavoro libero professionale non deve superare il 28%. Se ogni 10 medici se ne possono reintegrare 2,8, al massimo 3 significa che tra i 15 circa in bilico non si capisce che fine faranno 10 unità. Insomma 5 salvi, e gli altri 10?».
Siep
Giulang