Il prossimo 16 marzo, all’udienza preliminare per il crac Ifil, sarà presente a rendere dichiarazioni spontanee anche Piero De Luca, figlio del governatore della Campania.
Lo confermano i suoi avvocati, Paolo Carbone e Andrea Castaldo. Intanto ieri si è tenuta l’udienza davanti al gup del tribunale di Salerno, si è trattata proprio la posizione di Piero De Luca, che nella richiesta di rinvio a giudizio è descritto come “socio occulto” delle Ifil, mentre tale descrizione non è stata riportata nel provvedimento di conclusione delle indagini preliminari. L’avvocato Carbone ha sottolineato come De Luca jr “risulti totalmente estraneo alla gestione della srl. Non c’è alcun riscontro né tantomeno un accertamento che provi l’interesse di Piero De Luca per la Ifil”.
Sono stati presi in esame anche i due reati contestati all’indagato il 216 e il 223, fatti inerenti all’ipotesi di bancarotta, sempre l’avvocato Carbone ha spiegato come “il primo attiene solo a società a responsabilità limitata e prevede come unico soggetto attivo l’imprenditore che non può essere socio occulto, per la seconda ipotesi, il reato è commesso da persona diversa dal fallito, l’amministratore, direttore generale, sindaci e liquidatori, e nessuna di queste figure risponde dunque dei requisiti di socio occulto”, a darne notizia il quotidiano Il Mattino.
Redazione Salerno