Napoli

Operazione furbetti del cartellino all'ospedale Loreto Mare di Napoli. Tra gli indagati c'è anche il direttore sanitario, Mariella Corvino. Nei suoi confronti il magistrato del pubblico ministero, Ida Frongillo, che conduce l'indagine coordinata dal procuratore aggiunto Alfonso D'Avino, ha ipotizzato il reato di omissione in atti d'ufficio. Non avrebbe garantito la necessaria vigilanza sul diffuso fenomeno dell'assenteismo nella struttura sanitaria.

Mariella Corvino sarà ascoltata dai magistrati inquirenti la prossima settimana.

L'inchiesta – lo ricordiamo – ha portato all'emissione di 55 ordinanze di custodia cautelare a carico di medici, infermieri e personale amministrativo del Loreto Mare. Nei loro confronti sono stati disposti gli arresti domiciliari, ma potranno comunque recarsi al lavoro. Una misura che è stata adottata anche per garantire il perfetto funzionamento della struttura. Gli indagati sono in tutto novanta.

L'ipotesi di reato è quella di truffa aggravata e continuata.

L'inchiesta – iniziata due anni fa – ha suscitato molto clamore. E sollevato una serie di pesanti interrogativi sia sulla qualità di parte del personale che opera nella sanità pubblica campana, sia sui controlli evidentemente inadeguati (e sul punto dovrà rispondere il direttore sanitario).

Sulla base di quanto è stato accertato al Loreto Mare e dopo i risultati positivi ottenuti al Ruggi d'Aragona di Salerno (dove gli indagati sono stati addirittura 500), potrebbe essere presto attivata ovunque la registrazione dell'entrata sul posto di lavoro tramite un lettore di impronte digitali.

Una “precauzione” che di fatto impedisce ai furbetti di timbrare per se e i colleghi assenti il badge all'ingresso.

Sulla vicenda ha avuto parole durissime anche il governatore Vincenzo De Luca. Se la truffa venisse accertata – anche sulla base della legge Madia – i dipendenti “infedeli” rischiano l'immediato licenziamento. Oltre alle inevitabili conseguenze di natura penale.