Avellino

 

di Andrea Fantucchio

(Clicca sulla foto di copertina e guarda il video) L'azienda di pannelli fotovoltaici, Elital, è fallita. Ora cinquanta operai sono in attesa di conoscere il proprio futuro. Tutto dipenderà, in primo luogo, dalle scelte dei curatori fallimentari.

Cadono quindi anche le speranze (poche a onor del vero) che alcuni lavoratori avevano riposto nell'ultima promessa dell'imprenditore, Massimo Pugliese. Un accordo chiuso col Libano che poteva, forse, consentire la sopravvivenza dell'azienda.

Promesse che però, nei fatti, non hanno trovato riscontri. Gli avvocati dell'azienda non hanno infatti mai presentato credenziali solide, che consentissero al tribunale di scegliere una strada diversa rispetto all'istanza di fallimento.

Ci spiega uno degli avvocati degli operai, Ettore Freda: «Avremmo tutti voluto evitare questo triste epilogo. Mantenere l'azienda in vita, con i giusti presupposti, sarebbe stato vantaggioso per tutti.

Purtroppo, non è stato possibile fare nulla. Il tribunale ha accertato lo stato d'insolvenza della società».

Mancanze della dirigenza che vanno avanti da tempo.

Gli ultimi due casi. Nel 2014, quando Pugliese aveva parlato di un piano di ristrutturazione, poi mai concretizzatosi. E poi negli ultimi mesi. Quando la Elital aveva presentato istanze per un concordato in bianco. Riservandosi di integrare il tutto, con la documentazione prevista dalla legge. Questo aveva permesso alla società di sospendere le procedure esecutive che erano aperte nei suoi confronti.

Un cuscinetto legale che ha avuto soltanto l'effetto di rimandare un epilogo che in tanti avevano profetizzato: il fallimento dell'azienda. Un esito temuto in particolar modo per i risvolti che riguardano gli operai.

Lo ricorderete: i sindacati che difendono i lavoratori avevano parlato di dramma sociale. Riferendosi all'età media del personale: circa cinquantacinque anni. Operai quindi non ancora pronti alla pensione, e comunque piuttosto in là con gli anni per riciclarsi nel mondo del lavoro.

Ora comunque, come vi dicevamo, è ancora presto per esprimersi su qualunque ipotesi che riguarda il futuro dei lavoratori. Risposte più certe si avranno già a partire dalle prossime settimane. Oltre all'avvocato Freda, sono stati impegnati nella difesa degli operai, anche i legali Sergio Imbimbo ed Ermanno Simeone.