Benevento-Salernitana è anche il derby degli ex, peccato che i due più attesi non saranno protagonisti diretti di una partita che preannuncia spettacolo. Piergraziano Gori e Ricardo Bagadur, per motivi diversi, hanno trovato poco spazio durante questo campionato, ma saranno sicuramente salutati con affetto da mille tifosi granata che non hanno dimenticato nè i miracoli del portierone giallorosso, nè quel gol al 94' siglato dal difensore croato in quel di Cesena, una rete che valse tre punti fondamentali in ottica salvezza. Gori, come noto, è stato determinante per la vittoria del campionato della Salernitana 2014-15, contraddistinto da un lungo, entusiasmante ed estenuante testa a testa proprio con il Benevento. Arrivato a gennaio 2014 su indicazione del ds Fabiani e del tecnico Gregucci (che bocciò Iannarilli e Berardi chiedendo un numero uno di personalità ed esperienza), il pipelet tarantino esordì parando un calcio di rigore nella sfida con il Barletta, un avvio che gli permise di entrare immediatamente nel cuore di una tifoseria che ha saputo apprezzarne anzitutto le doti umane e quello spirito di sacrificio messo a disposizione dell'intero gruppo.
Riconfermato nella stagione successiva nonostante il pressing di Matera e Catanzaro, Gori ha regalato in classifica tantissimi punti alla Salernitana: indimenticabili i suoi miracoli contro Melfi, Foggia, Lecce, Reggina e lo stesso Matera, un volo all'incrocio dei pali che divenne l'emblema della splendida cavalcata granata. La mancata riconferma al termine del campionato rappresenta ancora oggi un argomento di discussione per tanti tifosi che, dopo aver visto le performance di Strakosha e Terracciano, lo hanno rimpianto seguendo con simpatia ed interesse la scalata verso la B con la maglia del suo Benevento. All'andata, ironia della sorte, scese in campo dal primo minuto meritandosi l'applauso dei 14mila dell'Arechi, un momento emozionante non solo per lui, ma anche per un pubblico che lo porterà sempre nel cuore e che gli mostrerà eternamente gratitudine.
Bagarur, invece, è rimasto a Salerno soltanto per sei mesi, durante i quali seppe dare comunque un buon contributo per il raggiungimento dell'obiettivo. Gettato nella mischia in una fase delicata del campionato più per obbligo che per reale convinzione, il centrale croato diventò titolare inamovibile e sfoderò una serie di prestazioni di grande spessore a cospetto di avversari di ottimo livello. Indimenticabile, come detto, il gol di Cesena, ma anche il colpo di testa di Ascoli- sempre al 94'- è stato altrettanto prezioso in ottica salvezza. Peccato che un infortunio lo mise ko nella fase cruciale del campionato, bellissimo il messaggio di commiato dedicato al popolo granata allorquando la Fiorentina decise di riportarlo alla base rifiutando la nuova proposta della Salernitana. A Benevento ha giocato poco, ma a gennaio è stato blindato perchè Di Somma e Baroni lo considerano un elemento importantissimo. L'esplosione definitiva di Camporese e la strepitosa forma fisica di Lucioni di certo non lo hanno favorito, ma in un torneo così lungo e difficile troverà sicuramente lo spazio necessario per mettersi in luce ancora una volta.
Gaetano Ferraiuolo