Se in campo le due squadre hanno dato vita ad una partita gradevole dal primo al novantesimo, sugli spalti è stato un autentico spettacolo, uno spot per tutto il calcio italiano. In 10mila hanno assistito al derby di questo pomeriggio in un clima di grandissima amicizia e sportività, conferma del fatto che tra beneventani e salernitani esiste un rapporto di rispetto reciproco a prescindere dai risultati che maturano sul rettangolo verde. Tutto è filato liscio sul piano dell’ordine pubblico, grazie ai controlli a tappeto che ci sono stati anche in alcune aree dell’autostrada: polizia e carabinieri hanno presidiato la zona antistante lo stadio con attenzione e senso di responsabilità controllando preventivamente che tutti i tifosi fossero dotati di biglietto e documento di riconoscimento.
Fatta eccezione per qualche fischio all’indirizzo di Zito, la torcida locale ha anteposto a tutto il sostegno alla squadra del cuore gremendo il “Vigorito” come raramente era accaduto durante la stagione; circa 9mila tra abbonati e paganti, con una bellissima coreografia che ha coinvolto anche i tifosi presenti nel settore distinti ed il messaggio “Uniti per vincere” rivolto ad un gruppo di calciatori che ha saputo conquistare la piazza non solo per i risultati, ma anche per il grandissimo attaccamento alla maglia. Su sponda granata, invece, in mille hanno “preso d’assalto” il settore ospito costituendo il dodicesimo uomo in campo. Lo striscione “Indegni” a firma Curva Sud Siberiano ha confermato la spaccatura tra una parte della tifoseria e i calciatori, ma quando Nasca ha fischiato l’inizio della contesa gli ultras hanno invitato tutti ad alzare al massimo il volume del tifo soprattutto nei momenti di difficoltà.
Il boato liberatorio che ha accompagnato il gol di Coda è stato accompagnato dal coro “Solo per la maglia”, altro messaggio implicito rivolto ad una squadra che, a più riprese, si è rivolta alla gente chiedendo un sostegno ancora maggiore. Nella ripresa la sfida a distanza tra beneventani e salernitani è diventata spettacolare, con sciarpate, applausi, incitamento costante e la voglia matta di vivere il derby emozionandosi fino all’ultimo minuto. Quando Ceravolo ha ristabilito la parità dal dischetto il “Vigorito” è diventato un’autentica bolgia e ha provato a trascinare i propri beniamini verso un successo fondamentale, ma la difesa granata ha retto aiutata dall’urlo degli irriducibili assiepati nel settore ospiti. Al termine del match il “chi non salta è avellinese” ha unito entrambe le fazioni, felici per aver vissuto un pomeriggio all’insegna dei veri valori dello sport. Applausi per tutti, ma i protagonisti veri indossavano la maglia numero 12.
Gaetano Ferraiuolo