Amareggiati per la mancata vittoria, allenatore e calciatori del Benevento hanno definito il pareggio “un risultato che ci sta stretto, la Salernitana è venuta qui soprattutto per non perdere e il migliore in campo è stato il portiere Gomis. Abbiamo costruito tantissime occasioni da gol, Cragno invece ha dovuto fare soltanto un paio di parate”. Effettivamente, almeno nei numeri, la supremazia territoriale dei giallorossi è evidente: un palo, un salvataggio sulla linea di Zito, almeno quattro interventi decisivi di Gomis, una chiusura prodigiosa di Perico e una mancanza di lucidità negli ultimi 16 metri che ha permesso ai granata di restare in vantaggio per quasi 60 minuti. Analizzando la partita, però, possiamo affermare senza timore di smentita che, in casa, il Benevento non aveva mai sofferto così tanto nei primi 15 minuti.
La Salernitana, infatti, ha avuto il grosso merito di iniziare con personalità e coraggio senza subire il consueto assedio dei ragazzi di Baroni, al contrario costretti ad affidarsi ad infruttuosi lanci lunghi letti con bravura dalla retroguardia granata. Del resto, dopo appena un quarto d’ora, gli ospiti avevano già calciato quattro corner e costretto Cragno ad un miracolo su Coda, un atteggiamento completamente diverso da quello assunto contro Trapani e Spal che aveva scatenato la contestazione dei tifosi. Col passare dei minuti, anche grazie alla superiorità numerica, i giallorossi hanno ripreso a macinare gioco. Ciciretti non era in giornata, ma a centrocampo è salito in cattedra l’ottimo Buzzegoli, bravissimo a smarcare i compagni con lanci millimetrici che favorivano le sovrapposizioni sulle fasce di terzini.
E’ proprio dalle corsie esterne che nella ripresa il Benevento ha saputo ripartire, sfruttando la bravura nell’uno contro uno non solo di Falco, Cissè e dello stesso Ciciretti, ma anche di Pezzi, Lopez e Venuti, terzini infaticabili e che hanno scodellato almeno una ventina di cross al centro senza trovare adeguata assistenza o imbattendosi nelle puntuali uscite di Gomis. Alla fine è arrivato il meritato pareggio, frutto di un rigore nato da uno schema provato in allenamento: cross dalla destra, inserimento senza palla sul palo opposto di Falco e fallo evitabile e ingenuo di Busellato: dal dischetto Ceravolo non ha sbagliato, ma non c’era più tempo per cercare l’assalto finale per l’incredibile rimonta. Al Benevento il merito di averci creduto, di aver ostentato un’ottima forma fisica e di aver limitato le ripartenze dei granata (ma Cragno si è dovuto superare su Sprocati), è mancata la lucidità necessaria per tramutare in gol la gran mole di gioco prodotta. Un pari comunque giusto, che serve ad entrambe per riprendere a correre dopo due sconfitte di fila.
Redazione Sport