Avellino

dal nostro inviato, Marco Festa

Vicenza - Il massimo risultato col minimo sforzo: il Vicenza batte l’Avellino, nell'anticipo della trentacinquesima giornata di Serie B, con un gol al 37’ di Cocco; aggancia momentaneamente il Bologna, impegnato domani a Brescia, al secondo posto in classifica, ed incrementa il vantaggio sul quarto posto, occupato dal lupo, da uno a quattro punti. Un sigillo del bomber veneto decide il match come all’andata, punendo in maniera cinica e spietata un Avellino che si è complicato la vita da solo, incassando la rete decisiva mentre era in pieno controllo.

Rastelli conferma il 4-3-1-2 con una sorpresa nell’undici titolare rispetto a quanto ipotizzato alla vigilia del match: dietro a Castaldo e Trotta, Soumarè viene preferito a Sbaffo. Davanti a Gomis, al rientro da titolare dopo due giornate, linea a quattro difensiva composta da Pisacane, Ely, Chiosa e Bittante. In mediana non c’è D’Angelo, che, per la quarta volta consecutiva, parte dalla panchina: ai lati di Arini, perno centrale, giocano Kone e Schiavon, rispettivamente da mezz’ala destra e sinistra. Il Vicenza risponde col 4-3-3 largamente preventivato: Cocco è il riferimento centrale del tridente completato da Laverone, a destra, e Giacomelli, a sinistra; Sampirisi, Brighenti, Manfredini e D’Elia, completano con l’estremo difensore Vigorito il pacchetto arretrato; nel settore nevralgico quantità e qualità con Moretti, Di Gennaro e Cinelli.

L’avvio di gara scivola via senza sostanziali sussulti. La posta in palio è alta e una fase di studio, fisiologica. Il Vicenza cerca di trovare la profondità con fulminei passaggi filtranti nel tentativo di prendere di infilata i terzini biancoverdi; non esita a tentare cambi di gioco a “occhi chiusi”, ma la velocità non è direttamente proporzionale alla precisione delle rifiniture. L’Avellino tiene bene il campo, e alza il baricentro in maniera graduale e costante. Soumarè si fa apprezzare per la vivacità in fase di possesso e per l’asfissiante pressing su Di Gennaro, quando è il momento di difendere. E infatti il Vicenza soffre l’aggressività dei lupi, pronti a pressare altissimi; addirittura a spingersi all’altezza dell’area di rigore avversaria, per evitare che Vigorito possa cedere il pallone ai propri difensori per dare il là alle azioni partendo da dietro.

La parte centrale del primo tempo è la migliore per i biancoverdi, che costringono i padroni di casa a rintanarsi nella propria area di rigore, producendo una supremazia territoriale che però non viene monetizzata per via di qualche cross fuori misura e una quantità di conclusioni che non è proporzionale all’atteggiamento propositivo proposto con costanza. Chiosa e Arini fanno sentire i tacchetti agli avversari e finiscono sul taccuino di Pinzani. Poi si concretizza una delle più letali leggi del calcio. E l’Avellino becca gol nel suo momento migliore. E’ appena scoccato il minuto trentasette quando Chiosa si fa rubare tempo e posizione da Cocco, innescato da un pallone spazzato all’altezza del vertice sinistro dell’area di rigore da Brighenti; il bomber biancorosso controlla la sfera e, a pochi passi da Gomis, non perdona, scaricando il sinistro all’angolino. E’ il gol numero 17 in stagione per il centravanti di casa; è il gol che manda le squadre al riposo sull’1-0.

Si riparte con un cambio di Rastelli: dentro Sbaffo, fuori Arini; Kone scala al centro, lasciando la sua posizione iniziale all’ex Chievo, appena subentrato. Non ci sta a perdere, l’Avellino. Trotta si conferma tra i più intraprendenti scaricando, al minuto 51, un sinistro di controbalzo dal limite dell’area di rigore, che costringe Vigorito all’intervento in due tempi, un attimo prima del tap-in di Soumarè; Castaldo manda la palla di un niente al lato del palo alla sinistra di Vigorito, con un colpo di testa su cross di Schiavon (56’). Dopo le due fiammate, si aggiungono all’elenco degli ammoniti, Sbaffo e Schiavon, mentre il Vicenza, dopo qualche patema d’animo, riesce a contenere le velleità dell’Avellino. Il cronometro inizia a correre, sempre più veloce, verso il novantesimo. Si alza il tabellone luminoso di Sacchi di Macerata: dentro D’Angelo per Schiavon (70’). Un giro di lancette prima, aveva cambiato pure Marino, gettando nella mischia Vita per Giacomelli. Un siluro di Moretti di poco alto sulla traversa (73’) è la prima emozione di una parte finale di gara che si consuma nella frustrazione per un gol “regalato”, che non si riesce a recuperare; vivendo la sgradevole sensazione di essersi complicati la vita da soli, al cospetto di dirimpettai non propriamente in serata di grazia.

Comi per Soumarè (77’) è la mossa per l’assalto finale. D’Angelo non riesce a correggere in rete su un’uscita non impeccabile di Vigorito, poi calcia senza riuscire ad imprimere forza alla sfera, favorendo la presa bassa del numero ventidue locale (79’). Sul ribaltamento di fronte Cocco prova a chiudere i conti, ma la palla si spegne di poco alta sulla trasversale. La concitazione finale, l’assalto all’arma bianca, non sortisce gli effetti sperati. Cinque minuti di recupero trascorrono in un amen. Pinzani fischia tre volte. E’ finita. Vince il Vicenza. Che peccato.

IL TABELLINO.

VICENZA - AVELLINO 1-0

VICENZA (4-3-3): Vigorito; Sampirisi, Brighenti, Manfredini, D'Elia; Moretti (36' st Sbrissa), Di Gennaro, Cinelli; Laverone, Cocco, Giacomelli (24' st Vita). A disp.: Bremec, Camisa, Garcia Tena, Alhassan, Spinazzola, Petagna, Ragusa. All.: Marino.

AVELLINO (4-3-1-2): Gomis; Pisacane, Ely, Chiosa, Bittante; Kone, Arini (1' st Sbaffo), Schiavon (25' st D'Angelo); Soumaré (32' st Comi); Castaldo, Trotta. A disp.: Bavena, Fabbro, Vergara, Almici, Regoli, Angeli. All.: Rastelli.

ARBITRO: Pinzani di Empoli.

RETE: pt 37' Cocco. 

NOTE: Ammoniti Chiosa, Arini e Sbaffo per gioco falloso; Schiavon, Di Gennaro e Moretti per comportamento non regolamentare. Calci d'angolo 1-0 per l'Avellino.