Napoli

Bufera sull'Istituto per i tumori Pascale di Napoli. Forniture per i malati terminali senza gara. Agli arresti domiciliari anche il manager dell'Asl Napoli 1, Elia Abboddante e un primario Francesco Izzo direttore della struttura di oncologia chirurgica addominale, nonché sua moglie. Stamane il blitz.
Sono sette complessivamente le misure cautelari emesse dal Gip di Napoli ed eseguite in queste ore dal Nucleo di polizia tributaria guidata dal colonnello Giovanni Salerno. L'accusa è corruzione.
L'inchiesta dei pm Henry John Woodcock e Celeste Carrano, coordinata dal procuratore aggiunto Alfonso D'Avino, avrebbe accertato che il primario affidava a trattativa privata la fornitura di materiale oncologico classificandoli come prodotti "unici e infungibili", materiale che in realtà veniva prodotto da terzi, ma distribuito da una società riconducibile alla moglie del medico.

E proprio la signora avrebbe ricevuto dall'operazione un "ricavo notevole" in termini percentuali. Arrestati anche personaggi dell'azienda di fornitura dei prodotti: che servivano per il trattamento del tumore al fegato.

E' l'ennesima inchiesta che si abbatte sulla sanità Campana. Dopo il Loreto Mare, le barelle al Cardarelli, lo scandalo dei pazienti a terra nel pronto soccorso di Nola, i blitz anti assenteismo un po' ovunque (in particolare al Ruggi d'Aragona di Salerno), le Asl finite nel mirino degli inquirenti, è un fuoco di fila di indagini forse senza precedenti.

Più che commissariata la sanità campana è perennemente sotto inchiesta. E non dimentichiamo le decine di indagini aperte su laboratori fantasma che intascavano milioni di euro con fatture false.

Non siamo né giudici, né inquirenti. Ma il quadro che viene fuori è davvero deprimente.

E si materializza proprio ora che – dopo anni di tagli lineari, a volte brutali -, i bilanci sono quasi in ordine. E gli sprechi sembravano di molto ridotti, dopo un passato caratterizzato dalla spesa allegra a scopo clientelare.

Evidentemente la stretta alle spese ha anche provocato una attenzione maggiore da parte delle forze dell'ordine e della magistratura su quello che accade negli ospedali della regione.

Il risultato è purtroppo sotto gli occhi di tutti.