Avellino

 

di Simonetta Ieppariello

 

Eccola la periferia dimenticata. Ecco la valle dei sopravvissuti, decimati dal terremoto prima, in attesa della ricostruzione da trentasette lunghi anni. La periferia, quella da risanare, riqualificare, portando via quel lungo tetto di amianto, sotto cui vivono ancora mille famiglie ad Avellino. Case baracche, degrado, topi, l’amianto che si respira, che entra nei polmoni, che avvelena. Bimbi che crescono tra rischi, sporco, inciviltà. Quello che manca è proprio il decoro, la dignità, che viene strappata a padri, madri famiglie intere. Le persone qui sembrano essersi abituate a sopravvivere tra mille rischi. Vite, destini, giornate che scorrono mentre l’amianto polverizzato, quel pulviscolo che chiamano “la polvere maledetta”, continua ad entrare nelle case, nelle narici delle persone segnandone il destino. Succede ad Avellino. Pochissimi i metri che separano la periferia abbandonata dal centro del capoluogo. 

Ieri mattina la firma a Roma e l’ok al  finanziamento dalla Presidenza del Consiglio dei ministri per 18 milioni di euro di fondi per riqualificare i quartieri periferici di Quattrograna, Rione Parco e Bellizzi.

Abbattimenti, case parcheggio, riqualificazione e via l’amianto da quartieri storici ma periferici, mai integrati realmente con il centro della città, come spiega l’assessore Costantino Preziosi.

Si parte tra trenta giorni con i lavori, che dureranno 3 anni. C’è chi aspetta come Carmine una casa dignitosa ormai da 18 anni.

Una malattia degenerativa, ci racconta, continua a strappargli vita, forza, tempo. Trenta gradini lo bloccano in casa. Solo Antonio il suo amico e vicino lo libera da quella casa prigione. Con forza e coraggio lo scorta fuori permettendogli cure e a volte un piccolo svago. «Spero tanto che mi diano una casa  - racconta Carmine Troise -. La chiedo da anni. Cerco un pò di serenità per trascorrere la mia vita dignitosamente. Il tempo passa e giorno dopo giorno per questa malattia le mie condizioni, il mio quadro clinico è sempre più grave, difficile».

Sono gli stessi inquilini del rione che ci portano in giro tra case e spazi. Scene da un’altra Avellino meno nota con calcinacci cadenti. I topi sono gli ospiti fissi di queste case che cadono a pezzi. «Non siamo animali - gridano indignati i residenti di Quattrograna -». 

Ieri mattina il sindaco Paolo Foti ha firmato per ottenere i fondi. Risorse sbloccate per risanare.  Il progetto presentato all'Anci prevederà linee di intervento precise che andranno dal miglioramento della qualità della vita al ripristino del decoro urbano, dalla riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale alla qualificazione dei servizi educativo-formativi e del tessuto produttivo.

Le schede tecniche precisano la curvatura dei lavori. Il progetto di rigenerazione delle periferie di Quattrograna, Rione Parco e Bellizzi è stato valutato molto positivamente dalla Presidenza del Consiglio dei ministri tanto da piazzarsi addirittura al secondo posto rispetto ai primi 24 progetti ammessi. «Siamo particolarmente soddisfatti - spiega l’assessore Costantino Preziosi  che ci presenta slide dopo slide il progetto nel dettaglio -. Il tempo medio per la realizzazione degli interventi è stato stimato in 38 mesi. Tre anni in cui chiuderemo tutto per garantire soluzioni a breve termine. Abbiamo fatto un lavoro straordinario in piena sintonia dei settori Urbanistica e Lavori pubblici. Il tutto in tempi record da agosto abbiamo messo insieme un parco progetti di grande valore che ci ha permesso di ottenere un punteggio altissimo. Lavoriamo per eliminare definitivamente il degrado socio-economico che investe quartieri che non possono più dirsi periferici, ma che sono a tutti gli effetti tessuti urbanizzati strettamente legati alla città». Visibilità, decoro, funzioni. Le tre parole d’ordine dei cantieri che apriranno. Ora si attende l’approvazione del bilancio di previsione per ogni singolo Comune fissata per la fine di marzo, per far partire il cronoprogramma.