Intervenuto durante la trasmissione "Granatissimi" in onda ieri sera su Ottochannel (canale 696 del digitale terrestre) il presidente della Salernitana Marco Mezzaroma ha affrontato tantissimi temi con la consueta signorilità ed eleganza:
Come state vivendo questo momento di contestazione da parte del pubblico?
"Ci sono stati anche nel passato degli episodi di contrapposizione tra una parte della tifoseria e la società. Ho sempre il massimo rispetto quando queste dimostrazioni vengono fatte in modo civile, sicuramente dispiace ed amareggia molto perchè, al di là degli errori che possono essere stati commessi, l'impegno da parte nostra non è mai mancato. Dobbiamo accettarlo perchè fa parte del gioco, ma invito i tifosi a non abbandonare mai la Salernitana".
Come mai non la vediamo allo stadio da parecchi mesi?
"Dal 2011 ho detto sempre che la mia presenza non è necessaria per andare in campo, ciò che conta è che i calciatori siano determinati e che diano continuità alla bella prestazione che c'è stata contro il Benevento. Dobbiamo inanellare dei risultati utili consecutivi, mettere punti in cascina e vedremo dove arriveremo. Credo che sabato ci sarò anche io".
Come mai una squadra sulla carta così competitiva stenta a decollare?
"Tanti fattori hanno inciso negativamente: da episodi sfortunati a errori nostri passando per il rendimento al di sotto delle aspettative di qualche elemento sul quale avevamo puntato. Resto convinto che questa Salernitana abbia tutte le carte in regola per chiudere questo campionato in modo completamente diverso, alcune prestazioni in trasferta hanno fatto capire che abbiamo potenzialità importanti e purtroppo ancora inespresse".
L'elezione di Tavecchio cambierà qualcosa in merito alla multiproprietà?
"Approfitto dell'occasione per cercare di sfatare quello che sta diventando un luogo comune a Salerno: non c'è nessuna volontà da parte nostra di far rimanere la Salernitana in serie B a causa della normativa sulla multiproprietà. Lo dico con grande calma e chiarezza: è un'idea totalmente infondata, non avrebbe senso neanche dal punto di vista imprenditoriale. Una Salernitana in serie A avrebbe un valore totalmente diverso rispetto ad una Salernitana in cadetteria, è completamente folle decidere a tavolino di restare in questa categoria. Non vedo l'ora si ponga questo problema, vorrebbe dire aver vinto il quarto campionato. Le soluzioni sarebbero molteplici, tutte percorribili e si potrebbe proseguire con questa gestione: il vincolo relativo alla parentela sul quarto grado è anacronistico, sarà sicuramente modificato in sede federale. Il resto sono leggende metropolitane, è nostra intenzione tornare in serie A e rimanerci quanto più tempo possibile".
A maggior ragione, dunque, sarebbe importante sostenere Mezzaroma...
"In questo momento non contano nè Lotito, nè Mezzaroma, quello che mi interessa maggiormente è che la città stia vicino alla squadra: la Salernitana è patrimonio di tutti noi salernitani, i momenti di contrapposizione ci possono anche essere, ma dobbiamo remare nella medesima direzione. Un dato mi fa riflettere: in A e in B questo tipo di tensione è comune, bisognerebbe fare un'analisi approfondita sulle motivazioni. Sempre più città assumono questo atteggiamento, voi sapete bene che per me il calcio è un bellissimo passatempo, una grande passione, ma non bisogna mai andare oltre. Dopo il 90' bisogna andare a casa e godersi la famiglia, la vita vera è un'altra".
Si attribuisce, come società, qualche responsabilità in particolare per questa stagione negativa? In fondo bastava veramente uno sforzo minimo per poter lottare per i play off...
"Comandano i risultati sul campo: se la Salernitana, in questo momento, ha questa situazione di classifica evidentemente qualche errore è stato commesso. Aggiungo, però, che non capisco tutto questo allarmismo, basta vincere un paio di partite consecutive per ritrovarsi nella zona sinistra. A inizio campionato, sulla carta, la Salernitana non era certo una formazione di bassa classifica, anche a gennaio riteniamo di aver apportato i correttivi necessari. Nelle partite che rimangono spero che i ragazzi tirino fuori l'orgoglio per dimostrare a tutti di non valere una classifica non drammatica come viene dipinta, ma che non rende merito al nostro lavoro".
Cosa ne pensa di mister Bollini?
"Uno dei lavori più difficili che c'è al mondo è fare l'allenatore a Salerno, piazza esigente, competente e che è sempre stata molto critica. Tutti si divertono a parlare di tattica, è anche bello e giusto così. Bollini sta dando il massimo del suo impegno, fatta eccezione per la partita scellerata di Trapani le prestazioni ci sono sempre state. Non era semplice giocare in 10 più di un tempo contro il Benevento, dal punto di vista dell'approccio psicologico la mano del mister c'è".
Molti tifosi invocano iniziative...
"Cerchiamo sempre di inventarci qualcosa per avvicinare il pubblico allo stadio, da qui a fine campionato qualche nuova iniziativa la faremo. Il calo degli spettatori all'Arechi è legato ai risultati della squadra e alla classifica, ma colgo l'occasione per fare un appello: mancano molte partite, col sostegno del pubblico e con il senso d'appartenenza di tutti potremo vivere un grande girone di ritorno".
Gaetano Ferraiuolo