Napoli

 

di Siep

 

Scandalo Pascale, la pista delle tangenti fa scattare le indagini sulla Onlus. Diecimila euro sul conto corrente della fondazione che farebbe capo al primario del Pascale finito agli arresti domiciliari due giorni fa hanno indirizzato le indagini sulla Fondazione amici del Pascale (negli anni scorsi era presieduta dal nonno di Izzo, Ferruccio De Lorenzo, ex presidente dell'Ordine dei Medici). La cautela è massima nelle indagini sulla gestione degli acquisti di medicinali. Una inchiesta che tiene ai domiciliari l'attuale direttore generale della Asl Napoli uno Elia Abbondante, il primario Francesco Izzo, la moglie Giulia Di Capua e altri tre specialisti nel settore della vendita dei medicinali.  Il versamento in questione risale all'ottobre del 2015 quando un rappresentante della Bayer avrebbe offerto 10mila euro (una «elargizione liberale», un dono) a Izzo, in cambio dell'acquisto del farmaco salvavita. Acquisti raddoppiati da un anno all'altro - dicono gli inquirenti. 

Indagano gli inquirenti. Una delle ipotesi al vaglio degli inquirenti è quella della possibilità che si sia verificata una turbativa d'asta e la presunta tangente per raddoppiare l'acquisto (non la prescrizione) dei farmaci salvavita.

Per la difesa è tutto regolare, a partire dal rispetto della normativa sugli appalti.La difesa punta sulla «infungibilità» dei prodotti richiesti dal Pascale, della loro «esclusività».  Insomma, non era possibile reperirne altrove. 

Nei guai anche Abboandante. In alcune conversazioni, si sarebbe affrettato ad avvisare i coniugi della presenza di una indagine in corso e sarebbe stato anche socio nella società  in questione. Possibile che venga fatto ricorso al Riesame, dopo il giro di boa degli interrogatori di garanzia.