di Andrea Fantucchio
(Clicca sulla foto di copertina e guarda lo speciale di Ottopagine) «Viviamo con i topi. Purtroppo è così. Questo quartiere è abbandonato. E' una fortuna che siete venuto, così potete vedere con i vostri occhi». La signora che si lascia intervistare, ha lo sguardo deciso. Di chi non smette mai di lottare, soprattutto se in gioco c'è la casa dove abita con i suoi cari. Siamo a Rione Parco, una delle così dette periferie della città di Avellino. Un quartiere che rientrerà nei finanziamenti di diciotto milioni destinati anche a Quattrograna e Bellizzi. (A fine articolo tutte le foto)
Intanto, qui, si scontrano quotidianamente con l'abbandono dell'amministrazione. Incontriamo alcunii cittadini al circolo di Massimo, un altro padre di famiglia che abita da sempre in questo quartiere. E ha deciso di regalare uno spazio d'aggregazione alla sua comunità. Con non pochi sacrifici.
«Qui – ci dice proprio Massimo – di sera non c'è nessuno. Siamo abbandonati anche nelle piccole cose: la cura del verde e delle strade, gli spazi per i nostri bambini. Speriamo che questi soldi servano davvero a riqualificare aree preziose per il quartiere».
Indirizzati dagli intervistati, ci dirigiamo verso le abitazioni popolari. Dove ci sono ancora i casermoni che aspettano di essere sostituiti con case dignitose.
E accanto a queste strutture, un cantiere perennemente aperto. Vediamo l'edificio sventrato. Senza porte e con pezzi di ferro che si intravedono dai buchi. A terra, di fronte a noi, poche erbacce rade.
Eppure, in questo deserto di edilizia popolare, «Vengono ogni giorno i nostri bambini – ci dice la nostra guida – giocano a pallone o a nascondino».
«Ma anche nel cantiere?».
«Certo, non vedi, è aperto».
Ci dicono che è ridotto così da almeno tre anni. Una signora attira la nostra attenzione. I capelli grigi, lo sguardo profondo, molto esile ma dalla voce decisa.
«Mio marito – racconta – disse agli impiegati del Comune che sarebbe morto prima di ricevere la casa che ci spettava. Aggiunse che ci avremmo messo il suo scheletro in quella casa. Lui ora non c'è più. E la casa è ancora un sogno».
Intorno vediamo diverse buche profonde.
«Quello – ce ne indica uno la nostra guida – lo abbiamo chiuso noi con una piattaforma di fortuna. Non sarà un grandissimo intervento, ma serve allo scopo. Se un bambino finisce là dentro, si fa male davvero. O peggio».
Descrizione di anomala quotidianità.
Durante questo inverno rigido, alcune tubature che vediamo sono gelate.
«Siamo rimasti senz'acqua per giorni. E nessuno è accorso in nostro aiuto».
Mentre torniamo verso la zona del circolo, abbiamo la sensazione di aver visto per la prima volta Rione Parco. L'anima del quartiere, oltre lo stradone che poi collega la periferia alla città. E' in quegli agglomerati di edilizia popolare che è riassunta la promessa tradita delle amministrazioni che si sono susseguite.
A Rione Parco mancano gli spazi di aggregazione per grandi e piccini, i collegamenti stradali per aree nevralgiche come l'ospedale, le abitazioni adeguate a ospitare i cittadini. E non mancano, purtroppo, case con topi e amianto: uno scempio inaccettabile.
E gli impianti sportivi che ci sono, a partire dal centro polifunzionale Flipper del quale vi abbiamo parlato questa mattina, sono messi malissimo. La struttura in questione offre campi distrutti, con spogliatoi dagli interni divelti, e pezzi di vetro e ferro che sporgono dappertutto. Ma anche quest'area viene riciclata dai ragazzi per giocare. Con tutti i rischi che ne derivano. (GUARDA LO SPECIALE: i nostri bimbi lì, fra pezzi di vetro e siringhe)
I cittadini chiedono doverosamente rispetto e giustizia. Basta essere presi in giro, con promesse da marinai che tornano sempre d'attualità in tempi di elezioni. E che poi, nei fatti, si dimostrano evanescenti. Abbandonando gli abitanti di questi quartieri al proprio destino.
I più penalizzati, anche a Rione Parco, sono i giovani e i bambini. Nonostante i salti mortali di Azione Cattolica e Boy scouts. Da sole, purtroppo, queste realtà non bastano. Chissà se invece saranno sufficienti i fondi che quest'amministrazione ha previsto per Rione Parco.
Ottopagine ha chiesto in proposito spiegazioni all'assessore all'Urbanistica, Ugo Tomasone. Gli interventi finanziati dovrebbero riuscire da un lato a riqualificare il quartiere, e dall'altro a rivitalizzarlo. Noi continueremo a monitorare la situazione. (GUARDA LO SPECIALE: ecco la nuova Avellino, fra giovani e Start up)
Ps. ecco gli interventi previsti dal bando, circa 7 milioni di euro per Rione Parco: realizzazione di una piazza, programma di sostituzione edilizia di vecchi fabbricati, riqualificazione della struttura scolastica oggi ex caserma dei vigili, riqualificazione del centro Flipper.