di Andrea Fantucchio
Elital, i colpi di scena continuano. Dopo l'ufficializzazione del fallimento dell'azienda di pannelli fotovoltaici, con 61 lavoratori in attesa di conoscere il proprio futuro, Massimo Pugliese decide di rompere il silenzio. Il titolare dell'azienda sceglie di parlare attraverso una nota stampa che qui riportiamo integralmente.
Scrive Pugliese:
"Con notevole stupore, ho ricevuto la convocazione (allegata) da parte della Prefettura di Avellino per il giorno 15 marzo alle ore 10,30 a seguito della “stravagante” richiesta avanzate dalla direzione provinciale del sindacato Fim, Fiom, Uilm ed Ugl Metalmeccanici.
Questa strana richiesta, che continua ad evidenziare la spaccatura tra il sindacato (è assente la Fismic), sembraripercorrere i film di Fantozzi. Lo stesso sindacato che tanto ha spinto per ottenere il fallimento della El.Ital., oggi si rivolge al sottoscritto, per cercare di risolvere i problemi dei 61 lavoratori (e non 74 come si continua a scrivere), problema che invece si poteva risolvere in modo semplice così come da me in precedenza proposto.
Mi spiace tantissimo per la parte sana e silenziosa dei lavoratori ma, questa situazione è stata creata da persone con tanto di nome e cognome e mi spiace che sul contratto da me stipulato il Libano (in fase di trattativa e probabile stipula di ulteriori 15 mwp) di 50 Mwp. “personaggi in cerca d’autore” coadiuvati e spinti da alcuni “organi di informazione” hanno in un primo momento rilasciato affermazioni totalmente false e, successivamente, sono letteralmente spariti lasciando i lavoratori completamente allo sbando e facendo perdere agli stessi questa grossa opportunità (produzione che sarà fatta in altri siti).
In ogni caso, per correttezza Istituzionale, alla riunione convocata dalla Prefettura di Avellino parteciperanno i miei legali per ribadire quanto da me espresso nel presente comunicato”.
Nel 2014, Pugliese aveva parlato di un piano di ristrutturazione, poi mai concretizzatosi. Nei mesi scorsi, la Elital aveva poi presentato istanze per un concordato in bianco. Riservandosi di integrare il tutto, con la documentazione prevista dalla legge. Questo aveva permesso alla società di sospendere le procedure esecutive che erano aperte nei suoi confronti. Un cuscinetto che aveva solo consentito di ritardare il fallimento dell'azienda. Ora il 15 marzo ci potrebbero essere nuovi sviluppi.