Benevento

L'inchiesta si è conclusa, ora l'attesa è per le prevedibili richieste di rinvio che la Procura per i minori di Napoli avanzerà nei confronti dei due giovani di Benevento – all'epoca dei fatti avevano 16 e 17 anni – coinvolti nell'indagine sull'esplosione della bomba che la notte di Natale 2015 aveva devastato il portone del Liceo classico in piazza Risorgimento.

L'attività investigativa dei carabinieri li ha chiamati in causa in concorso: sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di aver acquistato l'ordigno, di averlo collocato dinanzi all'ingresso del Giannone e di averlo poi fatto deflagrare. Circostanze sulle quali hanno scelto di non rispondere quando, ad ottobre dello scorso anno, sono stati convocati in Procura per essere interrogati alla presenza dei loro difensori: gli avvocati Ettore Marcarelli e Raffaele Tibaldi.

Il loro coinvolgimento era emerso dalle indagini avviate dal sostituto procuratore Maria Gabriella Di Lauro, supportate dalle immagini fissate da una telecamera e dall'incrocio di più dichiarazioni.. Ad iniziare da quelle di un 18enne tirato in ballo, inizialmente, per aver postato su facebook una foto con la bomba in una mano ed un selfie scattato dopo l'esplosione. La sua posizione era stata successivamente archiviata su proposta della dottoressa Di Lauro, che aveva poi trasmesso alla Procura di Napoli gli atti relativi ai due minori.

Esp