di Siep
Cori contro la Lega Nord e striscioni nei quali si chiede «Carmine e Luigi liberi» nel corteo composto che ha sfilato da piazza Garibaldi verso il Tribunale di Napoli. Sit in davanti il Palazzo di Giustizia per dare solidarietà agli attivisti arrestati sabato a seguito degli scontri avvenuti in occasione della convention «Noi con Salvini» alla presenza del leader della Lega. Oggi il rito direttissimo. Sullo sfondo le indagini per identificare i violenti che hanno devastato il quartiere Fuorigrotta.
Almeno cento violenti da identificare. Caccia agli animatori della guerriglia che ha infiammato Fuorigrotta seminando panico, feriti e danni.
Da ieri lavora in Questura una task-force che sta visionando trentacinque ore di filmati. Sabato tra la folla c’erano gli agenti in borghese, che hanno ripreso i volti dei partecipanti. Le registrazioni preventive sono fondamentali: perché - una volta comparate con quelle che immortalano i momenti degli scontri - potranno fornire lo strumento probatorio per incastrare i responsabili. Ma molti erano travisati. Molti indossavano la maschera nera di Pulcinella, a tanti altri felpe con cappucci, sciarpe e mephisto.
Serviranno sette giorni per chiudere l'informativa che verrà poi trasmessa ai magistrati. Attualmente sono sei denunciati. Due gli arrestati. I danni, invece, sono per decine di migliaia di euro. Distrutta un'auto parcheggiata, devastate le vetrine di due negozi, senza contare i cassonetti per la raccolta dei rifiuti. Pesante anche il bilancio dei feriti: 26 tra poliziotti e carabinieri, quattro tra i manifestanti. Gli incappucciati. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori c'è anche quella che prende in considerazione la presenza di ambienti vicini ai block bloc e alle frange estreme degli ultrà. Ma serve cautela. E bisognerà attendere la fase delle identificazioni dei violenti.