E' slittata al 28 marzo, per consentire la replica del Pm, la sentenza del Tribunale nel processo a carico delle nove persone tirate in ballo dall'indagine sul Comune di Calvi, partita nel 2009, del sostituto procuratore Antonio Clemente e dei carabinieri della Stazione di San Giorgio del Sannio. Oggi pomeriggio la conclusione delle arringhe difensive, con gli interventi degli avvocati Domenico Iommazzo, Alfonso Furgiuele, Marcello D'Auria, Carmine Monaco e Carmine Lombardi, che hanno chiesto l'assoluzione dei loro assistiti.
Come è noto, il pm Maria Scamarcio ha proposto la condanna a 4 anni per l’ex sindaco Giovanni Molinaro e l'ex funzionaria dell'Ente, Antonietta Rapuano, per concussione ai danni di un imprenditore; e di 1 anno e 4 mesi, per calunnia, per la stessa Rapuano. Per Molinaro e Rapuano, poi, la rappresentante della pubblica accusa ha chiesto l'assoluzione e la dichiarazione di intervenuta prescrizione per altri addebiti, ed ha fatto altrettanto anche con gli altri sette imputati: Teresa Mangialetto, ex funzionaria del Comune, Vincenzo De Cristofaro, assessore; Gerardo Iannella, consigliere in carica, geometra; gli imprenditori Giuseppe Ingannato e Luigi Tuccillo, di Napoli; Gennaro Passaro, della provincia di Caserta, e Francesco Zitano, dipendente dell’Ente.
Dopo la requisitoria della dottoressa Scamarcio, la precedente udienza aveva fatto registrare anche la discussione degli avvocati Domenico Russo, Mario Varricchio, Franco Errico e Giovanni Terrazzano (per le parti civili: il Comune di Calvi ed alcuni privati), e, per la difesa, quella degli avvocati Mario Mirra e Maurizio Liviero, Raffaele Scarinzi e Andrea De Longis junior.
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