Ricettazione ed utilizzo fraudolento di carte di credito sono le accuse contestate a tre hackers residenti nella zona di Montesarchio, identificati ieri dagli agenti della Squadra mobile all'esito di un'indagine su alcune operazione effettuate sul Deep Web, ovvero una parte di web sconosciuta, non controllabile, sommersa, nella quale possono svolte tantissime attività, ed ovviamente anche quelle illegali. Siti “nascosti” che non si trovano facendo attraverso Google e che possono essere visitati solo sfruttando la rete di Tor.
I poliziotti, coordinati dal vicequestore Emanuele Fattori, hanno scoperto un sistema con il quale i tre indagati ottenevano guadagni illeciti.
L'indagine è partita dalla segnalazione di uno strano acquisto effettuato con una carta di credito risultata clonata denunciata presso il Commissariato di Riva del Garda che vedeva come destinatario degli acquisti un cliente residente nel centro sannita.
Di qui l'avvio del lavoro investigativo e un lungo servizio di appostamento degli agenti, che si erano travestiti da corrieri, portando con loro un pacco fittizio. Un escamotage ha permesso di identificare tre giovani, coinvolti a vario titolo nella vicenda, che mette a nudo le ormai sconfinate possibilità di compiere attività illecite tramite il Deep Web che attraverso il browser denominato Tor, che permette di navigare in completo anonimato, i giovani entravano sistematicamente in contatto con altre persone non identificate, che offrivano denaro in moneta elettronica - bit coin -, in cambio del ritiro di merce fraudolentemente ottenuta con carte di credito clonate.
Al termine dell’operazione, il materiale è stato reindirizzato ad un nuovo destinatario fittizio, per concludere definitivamente l’operazione illecita. In casa di uno dei giovani, i poliziotti hanno anche sequestrato un computer e le attrezzature per le connessioni internet.
il Deep Web è una parte di Web “sommersa” in cui vengono svolte tantissime attività, da quelle più discutibili e illegali (come la vendita di documenti falsi) ad altre molto più “tranquille”. Trattasi sostanzialmente di siti “nascosti” che non si trovano facendo delle normali ricerche in Google e che possono essere visitati solo sfruttando la rete di anonimizzazione TOR.