“Coda è un calciatore pronto per la serie A, sarebbe un peccato non concedergli questa opportunità dopo tutto quello che ha fatto in questi anni”. Si espresse così, ai nostri microfoni, Beppe Galli, agente di Massimo Coda, calciatore che sta segnando gol a grappoli e che ha contribuito in modo determinante alla salvezza della Salernitana l’anno scorso. A metà gennaio il presidente Claudio Lotito parlò a cuore aperto con il suo entourage raggiungendo un accordo: permanenza fino a giugno per cercare di alimentare il sogno play off, libertà di scegliere il suo futuro a fine stagione in caso di fallimento dell’obiettivo. Stretta di mano, accordo verbale raggiunto e no secco a tutte le società di serie A che avevano bussato alla porta della Salernitana mettendo sul tavolo delle trattative cifre importanti e contropartite tecniche di spessore per la categoria.
La mezza promessa l’ha strappata il Genoa, forte di un ottimo rapporto con Lotito: Simeone alla Lazio, Coda alla corte di Mandorlini per una cifra vicina ai 2,5 milioni di euro, magari inserendo qualche giovane nell’affare. “Non abbiamo mai parlato con Lotito per un eventuale passaggio alla Lazio” ha assicurato l’agente, che ha registrato anche l’interesse di Chievoverona, Cagliari, Empoli e Bologna, laddove il suo mentore Donadoni lo riabbraccerebbe volentieri. In campo, però, è sceso con decisione Marco Mezzaroma, convinto che Coda debba essere il pilastro della Salernitana del futuro per puntare senza mezzi termini alla promozione in serie A.
E’ in programma a Roma un incontro con Galli nelle prossime settimane utile a fare il punto della situazione: l’orientamento dell’agente è quello di spingere verso la cessione a giugno, la proprietà vorrebbe invece strappare il sì per proseguire il matrimonio almeno per un altro anno. Coda, non più giovanissimo, sa bene che certi treni passano una sola volta, ma allo stesso tempo ha un contratto lungo, guadagna bene ed è legato alla maglia granata e a una tifoseria che ha saputo rivalutarlo dopo l’iniziale scetticismo. Braccio di ferro o colpo di scena in vista?
Gaetano Ferraiuolo