Correva l'anno 2014 e la Salernitana stava vivendo un momento particolarmente difficile. I granata erano all'undicesimo posto nel torneo di Prima Divisione, contestati da buona parte della tifoseria, con un allenatore sfiduciato da settimane da parte della proprietà ed una squadra che non riusciva ad esprimersi per quelle che erano le sue effettive potenzialità. Dopo la sconfitta di Lecce, scaturita da alcune scelte tecniche discutibili e dagli errori di una difesa che faceva acqua da tutte le parti, Lotito e Mezzaroma decisero di scendere in campo in prima persona radunando staff tecnico, dirigenza e giocatori presso l'Hotel Mediterranea, tre ore di riunione fiume dopo le quali la proprietà annunciò il ritorno a Salerno del direttore sportivo Angelo Fabiani, l'esonero di Susini e Giubilato e qualche epurazione eccellente. Tra gli atleti che decisero di lasciare la Salernitana c'era anche Matteo Guazzo, attaccante che aveva contribuito alla risalita dei granata in terza serie a suon di gol e che, nel girone d'andata, era stato tra i pochi a garantire una media voto almeno sufficiente.
"Mi sono rotto le scatole di stare chiuso in una casa, nella mia vita privata faccio quello che voglio e ciò che deve interessarvi è che in campo dò tutto per la Salernitana, mi sono sempre comportato da professionista esemplare e non mi va più di tornare su quest'argomento" disse ad alcuni tifosi in contestazione all'esterno dell'Arechi appena 24 ore prima. Ufficialmente l'addio si consumò per motivi familiari, in realtà la dirigenza confessò che il giocatore si sentiva "assente", non motivato come all'inizio della stagione. "Non deve prendere in giro la città di Salerno, chi non vuole restare sarà accompagnato alla porta" il diktat di Fabiani, che lo sostituì immediatamente con Fofana. Da quel momento in poi la stragrande maggioranza della tifoseria granata puntò il dito contro Guazzo, reo di aver "tradito" la maglia abbandonando la nave nel momento di difficoltà. "Non mi sento un traditore nè un mercenario, ho dato tutto per la Salernitana e sto che sto lasciando una città meravigliosa, con un pubblico stupendo" disse agli organi di stampa poche ore dopo. Tempo 3 giorni e firmò con l'Entella avvicinandosi a casa, salvo poi ritrovare da avversario la Salernitana quando indossava la maglia dell'Alessandria. Nel gennaio del 2015 fu ad un passo dal clamoroso ritorno, merito di un comportamento positivo che spinse Fabiani a fare un passo indietro e a "perdonare" la scelta dell'anno precedente.
Gaetano Ferraiuolo