Salerno

La Salernitana 2013-14 verrà ricordata non solo per la coppa Italia messa in bacheca e per l'eliminazione a testa bassa dai play off, ma anche per l'assenza in organico di un centrocampista di esperienza e qualità che potesse affiancare Perpetuini e Montervino, ancor di più dopo l'infortunio della meteora Gennaro Esposito e la mancata esplosione di Alessandro Volpe, giunto a Salerno tra l'entusiasmo generale e protagonista di una stagione ben al di sotto delle aspettative soprattutto nel girone d'andata. In realtà il direttore sportivo Massimo Mariotto, ancor prima della fine del torneo di Seconda Divisione dominato dalla sua Salernitana,  aveva chiuso virtualmente la trattativa per Michele Troiano, giocatore in grado di ricoprire più ruoli in mediana e che avrebbe lasciato il Sassuolo pur di accettare la proposta della Salernitana.

La trattativa era praticamente chiusa sulla base di un triennale a cifre importanti per la categoria, ma il clamoroso addio di Perrone alla vigilia della partenza per il ritiro fece saltare l'operazione. Troiano ed il suo agente, infatti, erano in viaggio verso Villa San Sebastiano, ma Lotito li invitò a tornare a casa rinviando tutto alle settimane successive, una scelta che fece storcere il naso anche ai tifosi e che favorì l'inserimento in extremis dell'Entella. "Verrei volentieri a Salerno, la categoria non rappresenta un problema. C'è un progetto serio e la piazza è di quelle che trasmette stimoli, vedremo cosa accadrà nei prossimi giorni" dichiarò a più riprese parlando quasi da calciatore granata, peccato che la società prese ulteriormente tempo preferendo ripartire da Zampa, altro calciatore che non ha mai inciso a Salerno. Il destino ha voluto che proprio Troiano, nel campionato scorso, segnasse all'Arechi sotto quella che poteva essere la sua curva aumentando il rimpianto per ciò che poteva essere e non è stato. Magra consolazione che, in quell'estate così turbolenta, lo stesso "trattamento" fu riservato ad altri due centrocampisti: Cruciani, pallino di Perrone sin dai tempi della D, e Coletti, anch'egli convocato a Villa San Sebastiano e poi congedato forse troppo frettolosamente. 

Gaetano Ferraiuolo