Benevento

Accertare la genuinità di quei file, stabilendo “se siano stati manipolati; se, cioè, nel corso della registrazioni delle conversazioni, l'ex direttore amministrativo Felice Pisapia abbia operato “interruzioni, sospensioni o cancellazioni”. E' la richiesta avanzata dagli avvocati Domenico Di Terlizzi e Giandomenico Caiazza, legali della parlamentare Nunzia De Girolamo, seduta in aula al loro fianco, nel processo in cui è imputata, al pari di altre sei persone, perchè chiamata in causa dal filone politico dell'inchiesta sull'Asl, condotta dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria.

Nel mirino dei difensori della deputata di Forza Italia (nella foto è ritratta mentre lascia il Palazzo di giustizia), la riproduzione, curata da Pisapia nel 2012, di una serie di colloqui anche nell'abitazione paterna dell'esponente politico. Parole impresse su una pen drive e tre dvd - consegnati dallo stesso Pisapia, anch'egli a giudizio, durante alcuni interrogatori- che “custodisco gelosamente – ha puntualizzato il pm Francesca Saccone, indicandola – in questa busta”. Materiale che la rappresentante della pubblica accusa depositerà con i verbali relativi ai vari momenti in cui era stato acquisito.

La decisione del Tribunale è in programma l'8 giugno, quando il collegio si pronuncerà anche sulle richieste, inoltrate sempre dalla difesa di De Girolamo, di estromettere la Sanit (società assegnataria del servizio 118) come parte civile e di trascrivere alcune intercettazioni sul telefono di Pisapia. Argomenti sui quali hanno discusso anche gli avvocati Vincenzo Regardi, Salvatore Verrillo e Roberto Prozzo, che assistono Pisapia (con Claudio Botti), Giacomo Papa (con Carlo Di Casola), collaboratore della De Girolamo, e Michele Rossi, all'epoca direttore generale dell'Asl.

La lista degli imputati include, infine, Gelsomino Ventucci (avvocati Paolo Abbate ed Emilio Perugini), direttore sanitario, Arnaldo Falato (avvocato Mario Verrusio), ex responsabile budgeting dell'Asl, Luigi Barone (avvocati Gaetano Coccoli e Vincenzo Sguera), anchegli collaboratore di De Girolamo, e il sindaco di Airola Michele Napoletano (avvocato Luigi Supino).

Le accuse, alcune delle quali formalizzate dopo l'imputazione coatta ordinata nell'aprile 2016 dal gip Cusani, che aveva detto no all'archiviazione sollecitata dal sostituto procuratore Nicoletta Giammarino, vanno, a vario titolo, dall'associazione per delinquere, alla concussione (anche tentata) alle minacce e alla turbata libertà degli incanti; dal falso all'abuso d'ufficio (anche tentato) e all'offerta di un'utilità per ottenere il voto elettorale.

Il trasferimento di un dirigente e di alcune strutture sanitarie, la presunta pretesa sulla nomina di un primario, il bar del Fatebenefratelli, le sedi Saut, le somme per i medici di cui sarebbe stata tentata la non compensazione: queste le vicende al centro delle attenzioni degli inquirenti. Storie emerse  da quelle registrazioni di cui va “accertata la genuinità”.

Esp