Sembrava un basso qualsiasi, un deposito, forse l’ingresso di una casa malandata come migliaia nel cuore della Sanità. Ma dietro quell’anonima porta si nascondeva ben altro: era il nascondiglio della banda del buco.
Una base operativa da dove il commando entrava in azione e ripiegava al termine degli assalti.
Tra buchi e fogne i poliziotti hanno ricostruito tutto in Via Stella, angolo Vico gradini San Nicandro. Un accesso attraverso il quale imboccare sentieri e percorsi nel dedalo indistricabile che viaggia sotto la città, per mettere a segno furti e rapine. Eccolo uno dei varchi presentati oggi alla stampa.
I poliziotti, all’interno del basso, chiuso da una grossa porta in ferro, hanno scoperto “l’ingresso”, un grosso foro, utilizzato per accedere alla rete fognaria cittadina. In una delle prime stanze, i delinquenti, hanno allestito un vero è proprio spogliatoio con sedie e teli alle pareti dove lasciavano gli indumenti puliti ed indossavano quelli per effettuare i lavori di scavo.
Gli utilizzatori dei cunicoli si possono suddividere in “scavatori” ed “incursionisti”. I primi si occupano di scavare i cunicoli fin sotto i pavimenti di banche, gioiellerie e tabaccai, mentre gli altri si occupano di fare “irruzione” e svaligiarli.
I poliziotti hanno rinvenuto stivali, tute, guanti, pali di ferro, sonde ed arnesi adatti agli scavi e per effettuare i furti o le rapine.
La “banda” di turno, prepara i colpi in maniera meticolosa e in perfetta sicurezza; dopo aver svaligiato l’obiettivo di turno rientra alla base, dove i componenti dismettono gli abiti “da lavoro” ed escono senza dare nell’occhio.