Avellino

La strage del viadotto di Acqualonga non resterà impunita. E' stata depositata la richiesta di rinvii a giudizio per i 15 indagati, a vario titolo. Nelle stesse ore in cui i familiari delle vittime della strage dell'A16 protestavano davanti il palazzo per chiedere, a venti mesi dalla morte dei loro cari, giustizia e tempi certi per il processo, il procuratore Rosario Cantelmo ha depositato le richieste di rinvio a giudizio. Le accuse di cui dovranno rispondere sono quelle di omicidio colposo plurimo, disastro colposo, falso in atto pubblico e omissioni in atti d'ufficio.

 

La fine delle indagini. Cantelmo nello scorso mese di febbraio aveva comunicato ai quindici indagati, compresi i vertici della società Autostrade, la conclusione delle indagini. I familiari delle vittime, sostenuti dall'Associazione Vittime delle strada, si erano incatenati dietro croci di legno bianche su ognuna delle quali c'era la foto del congiunto deceduto.

 

Il giudizio immediato. Gli inquirenti aspettano l'esito della pronuncia della Corte di Cassazione, prevista per il prossimo 14 aprile, sulla richiesta di giudizio immediato per tre indagati che venne negata dal Gip del tribunale di Avellino. Le posizioni in questione sono quelle di Gennaro Lametta, proprietario del bus noleggiato dai gitanti di Pozzuoli e di due dipendenti della Motorizzazione Civile di Napoli, indagati dalla Procura per aver falsificato la mancata revisione del bus.

 

Siep