Ogni qual volta Zeman ha dovuto prendersi una rivincita personale, il risultato è sempre stato a suo favore. La storia si è ripetuta il 17 marzo di 15 anni fa, quando la sua Salernitana, reduce da quattro vittorie consecutive, era ospite del Cosenza, in un "San Vito" infuocato, ma gremito da oltre 1200 tifosi granata. Sulla panchina dei calabresi c'era Emiliano Mondonico, tecnico che lo aveva sostituito un anno prima a Napoli tra mille polemiche senza riuscire a evitare la retrocessione in serie B degli azzurri. Non erano mancati i botta e risposta a distanza, seppur nello stile di due professionisti molto apprezzati nel mondo del calcio e che erano considerati tra i più bravi della categoria. Sul campo la partita regalò emozioni a non finire dal primo al novantacinquesimo, merito di una Salernitana capace di alimentare il sogno promozione e di dare continuità agli strepitosi successi ottenuti contro Pistoiese, Siena, Messina e Napoli. Neanche l'iniziale svantaggio targato Diawara e l'inferiorità numerica (espulso Roberto Cardinale, decisione assai dubbia del direttore di gara) misero ko gli ospiti che, spinti da una tifoseria quanto mai determinante, disputarono un secondo tempo di livello assoluto.
Il pareggio arrivò al 19' della ripresa, bravo Giacomo Tedesco a conquistare e a trasformare l'ottavo rigore stagionale in favore della Salernitana scaturito da un'ingenua trattenuta di Maldonado sul centrocampista siciliano. A quel punto il diktat di Zeman fu chiaro: continuare ad attaccare senza pensare all'uomo in meno nè alla forza dell'avversario. Alla mezz'ora l'assedio diede i suoi frutti: altro assist illuminante di Tedesco e gol di Antonio Arcadio, a secco dalla seconda giornata del girone d'andata (doppietta a Cittadella) e gettato nella mischia un po' a sorpresa proprio quando era stato beccato da una parte della tifoseria per il suo scarso rendimento. Il tripudio del popolo granata si trasformò in una doccia fredda pochi minuti più tardi, quando Mendil e Babu si scontrarono a metà campo: il brasiliano, in assoluto il più in forma della squadra, rimediò la frattura del perone e dovette recarsi d'urgenza in ospedale, un danno inestimabile per una Salernitana che si era ripresa anche e soprattutto grazie alle sue sgroppate sulla fascia.
Il contraccolpo psicologico fu notevole e permise al Cosenza di rientrare in partita: cross di Antonelli e rovesciata strepitosa di Zaniolo per il 2-2 sotto la curva Sud, un gesto tecnico di rara bellezza che meritò la vetrina anche di televisioni nazionali. I calabresi provarono in tutti i modi a portarsi in vantaggio, ma Soviero si oppose con bravura a Tatti e Giandebiaggi volando all'incrocio. Al 94' accadde l'incredibile. Punizione dalla trequarti per la Salernitana, invasione di campo da parte del presidente del Cosenza in segno di protesta (ma il fallo era netto), gioco interrotto per qualche minuto, tiro maligno di super Fabio Vignaroli, deviazione beffarda di Altomare e granata in vantaggio. Indimenticabile il boato liberatorio della tifoseria ospite, ma anche delle migliaia e migliaia di salernitani che si erano radunati presso case, bar e ristoranti per seguire la partita. La contemporanea sconfitta interna del Como contro il Siena permise al cavalluccio marino di portarsi a -6 dalla quarta e di consolidare il vantaggio sul Napoli sesto, con il sogno promozione che stava per diventare realtà anche grazie alle voci di una possibile e pesante penalizzazione dell'Empoli secondo. Un sogno, tuttavia, che si infranse nell'arco di poche settimane, ma nulla farà dimenticare quel periodo magico e le imprese di una Salernitana davvero bellissima.
COSENZA: Aldegani, Traversa (24' st. Altomare), Edusei, Tatti (9' st. Zaniolo), Maldonato, Parisi, Di Sole, Mendil, Diawara, Morrone (32' st. Giandebiaggi), Antonelli.
A disposizione: Micillo, Paquito, Baldi, Guzzo.
Allenatore: E. Mondonico
SALERNITANA: Soviero, Pierotti (20’ st. Zoro), Cardinale, Fusco, Tamburini, Cherubini, Tedesco, Campedelli, Babù (25’ st. Arcadio), Vignaroli, Bellotto (33’ st. Del Grosso).
A disposizione: Botticella, Gioacchini, Olivi, D’Antoni, Di Deo,.
Allenatore: Z. Zeman
ARBITRO: D. Nucini di Bergamo
RETI: 35’ pt. Diawara (C), 19’ st. Tedesco (S), 31’ st. Arcadio (S), 34’ st. Zaniolo (C), 49’ st. Vignaroli (S)
ESPULSO: Cardinale per somma di ammonizioni
AMMONITI: Cardinale (S), Zaniolo (C), Morrone (C), Maldonato (C), Babù (S), per gioco falloso
Gaetano Ferraiuolo