Benevento

Il computo delle ultime cinque partite ora comincia ad essere preoccupante: appena 2 punti, il quarto posto ormai in bilico e la pletora di avversari che sembra sempre più pronta ad azzannare la strega.

LA CHIAVE TATTICA. Torna al 4-2-3-1 Baroni perché il centrocampo a tre non ha convinto nessuno. Il modulo sembra quello più gradito alla squadra giallorossa, soprattutto la “catena” di destra dove giostrano abitualmente Venuti, Ciciretti e Falco. Questa volta però Venuti non c'è, Baroni gli preferisce Gyamfi. E non è la stessa cosa. La “catena” non funziona. Un po' perchè le condizioni del “Cicero” sono in calo, un po' perchè certi meccanismi sono stati trovati a fatica nel girone d'andata e ora non possono essere cercati in così poco tempo con protagonisti diversi. Anche il centrocampo paga pegno. Viola è la brutta copia del giocatore ammirato a Novara e la squadra giallorossa fa fatica a prendere il sopravvento. Ciononostante gli ultimi baluardi della squadra dell'andata (Ceravolo-Falco-Lucioni-Pezzi) provano a tenere in piedi la baracca. Che non mostra continuità e va a fondo quando il Perugia preme il piede sull'acceleratore. E' un momento difficile, vanno ritrovati antichi meccanismi. O trovati di nuovi, come dice Baroni. Ma bisogna farlo in fretta, prima che i sogni vadano completamente in fumo.

LA SVOLTA. Crediamo di non sbagliare se indichiamo nel minuto numero 36 del primo tempo la svolta della partita. Il Benevento aveva subito pagato dazio, prendendo gol dopo 30 secondi. Partire in salita in una sfida così difficile e sentita non è il massimo. Eppure la squadra ha trovato le misure giuste per mettere il Perugia alle corde, per ritrovare se stessa e mettere a segno un gol spettacolare con Ceravolo. Era il 25' del primo tempo, la squadra avrebbe dovuto correre sull'abbrivio di quel pareggio ritrovato, invece è bastato un errore a centrocampo per cambiare di nuovo l'inerzia della gara. Chibsah che va troppo tenero su un contrasto, subisce anche un mezzo fallo e si fa scippare il pallone. La reazione scomposta del ghanese e la punizione ai limiti dell'area da cui scaturisce il 2 a 1 per il Perugia è una diretta conseguenza dell'indecisione di cui sopra. Una serie di errori: di determinazione, di posizione, di tempestività. Il gol di Di Carmine è un insieme di tante negatività che la strega riassume in questo momento della stagione. Un peccato. Perchè la gara cambia di nuovo padrone. E il Perugia si porta ad un solo punto dai giallorossi. In attesa di una giornata che si spera non sia ancora più amara per i sanniti.