Il mio articoletto della scorsa settimana ha suscitato molte discussione per il modo in cui avevo “classificato” i tifosi beneventani. Questa settimana continuo con questa sorta di provocazione chiedendovi… Sinceramente, voi il bicchiere lo vedete mezzo pieno o mezzo vuoto?
Ieri pomeriggio una mia amica che vive a Trieste e che capisce di calcio come un abitante del Congo può capire di bufere di neve, mi chiedeva via sms cosa stesse succedendo al Benevento. Proprio questo suo messaggio mi ha indotto a vedere il bicchiere mezzo pieno. Se persone che non sono abituate all’adrenalina che il tifo e la passione verso il calcio possono dare, improvvisamente si interessano a “quella” squadra di calcio, significa che “quella” squadra di calcio ha una visibilità ed ha suscitato un interesse che prima della Serie B era impensabile. In fondo siamo quarti in classifica; corriamo il rischio di non fare i play-off per la regola che superato un certo distacco le prime tre vadano via dirette in serie A (9 punti di distacco tra la terza e la quarta, play off a sei squadre se si resta nel perimetro di 14 punti), e noi stiamo “contribuendo” a far purtroppo aumentare questo gap, però tutto ciò che questo campionato ci sta riservando contribuisce, secondo il mio parere modestissimo, a riempire il bicchiere anziché svuotarlo.
Primo campionato di Serie B, quarti in classifica, giocatori nel giro della Nazionale, un gioco acclamato da tutti, possibilità di giocarsela faccia a faccia con chiunque, trasferte in stadi storici, “reunion” di tifosi nordici ed… autoctoni con tante Carrambate, gente che anche qui al Nord adesso SA dove si trova Benevento e ne parla… se non è un bicchiere mezzo pieno questo…
Certo resta l’altra metà da colmare; resta il fatto che ci sia il rimpianto che si poteva osare, fare, muoversi un po’ meglio soprattutto in sede di mercato di riparazione. 2 punti in 5 partite sono da retrocessione diretta; dietro corrono tutte ed anche chi verrà a farci visita la prossima settimana come un’araba fenice sta risorgendo dalle proprie ceneri ed ha cominciato una rincorsa che ha dell’incredibile. Ora non bastano più i proclami di mister e dei giocatori; di quelli ne ho sentiti anche troppi in questo ultimo mese. Parole come riscatto rivalsa sfortuna, ormai non fanno più presa. Adesso occorrono i fatti. Il pubblico sannita ha dimostrato maturità applaudendo la squadra sempre, anche dopo questo mese infernale che speriamo sia terminato. E se dopo le prestazioni con Bari e Salernitana francamente ai ragazzi non poteva essere imputato nulla sul piano dell’impegno della grinta, le gare con Novara, Entella, Perugia hanno legittimato i mugugni e la sfiducia chi il bicchiere lo vede mezzo vuoto.
Personalmente mi accontento di un decennio di Serie B come questo senza patemi, ma a’ capa mia non è uguale alla capa di tanti altri, così come i bicchieri non sempre vengono riempiti e svuotati con la stessa quantità di liquido. Stiamo diventando una felice realtà, cresciamo attraverso errori di programmazione, di riparazione e cresciamo attraverso le sconfitte. Cresciamo però… continuare a sbagliare o a perdere sarebbe un cattivo campanello di allarme.
Agli stregoni tutti, giocatori e tifosi dedico un verso di Emilio Comici:
“Tutte le volte che comincio ad arrampicare avviene in me una trasformazione. Quando le mie mani poggiano sulla roccia, sparisce ogni stanchezza e ogni malavoglia. Una forza sconosciuta entra nel mio sangue, e più mi arrampico, più forte mi sento, e sempre più facili mi sembrano i passaggi.”
Arrampichiamoci tutti verso nuove vette. La strega deve tornare a volare.
Scugnizzo69