Alberto Bollini stravince il duello a distanza con Roberto Breda. Dietro la vittoria della Salernitana al "Comunale" c'è l'ottima interpretazione tattica di una squadra che ha seguito alla lettera i dettami del suo allenatore disputando un match quasi perfetto per tutti e 95 i minuti. Così come accaduto in quasi tutte le trasferte della gestione Bollini, i granata hanno indovinato l'approccio, costruito diverse occasioni da gol in avvio, gestito il vantaggio con intelligenza e sopperito a qualche lacuna tecnica con grandissima determinazione e concentrazione, doti acquisite nel tempo e che permetteranno alla Salernitana di ambire ad obiettivi di classifica completamente diversi. I padroni di casa, solitamente arrembanti e pericolosi tra le mura amiche. non sono mai riusciti ad adottare le adeguate contromisure e si sono imbattuti in un autentico muro difensivo, favorito dall'estenuante lavoro in fase di non possesso degli esterni d'attacco (più a destra che a sinistra) e dalla copertura preventiva garantita da Minala, Odjer e Zito, un po' lenti e imprecisi nelle riparteneze, ma tremendamente efficaci quando si trattava di abbassarsi dietro la linea del centrocampo. Un unico appunto si può muovere a questa Salernitana: aver abbassato troppo il baricentro dopo il gol del vantaggio rischiando, nella ripresa, di pagare a caro prezzo la reazione dei liguri, al cross in diverse occasioni, ma praticamente incapaci di calciare verso la porta di Gomis. "Dobbiamo crescere su questo aspetto, acquisendo la personalità necessaria per chiudere e gestire le gare senza soffrire" ha ammesso Bernardini in conferenza stampa. Ad ogni modo un successo meritato, indiscutibile, che poteva essere anche più netto se Iacobucci non avesse compiuto un paio di ottimi interventi. Importante anche il contributo di chi è entrato dalla panchina, ma sui cambi torneremo approfonditamente più avanti.
?La gara. ?La Salernitana è scesa in campo con il 4-3-3, pronto a trasformarsi in un 4-5-1 compatto in fase di non possesso. Dinanzi a Gomis spazio per Perico e Vitale sulle fasce e il tandem Bernardini-Tuia al centro, con Minala in cabina di regia, Odjer e Zito ai suoi lati e il tridente Improta-Coda-Sprocati in avanti. L'Entella ha risposto con un 4-4-2 a rombo: terzini più bloccati, Troiano fulcro del gioco, inserimenti continui senza palla delle mezz'ali, Catellani a spaziare su tutto il fronte offensivo senza dare punti di riferimento, Ammarì trequartista e Caputo a centro area pronto a raccogliere eventuali cross dal fondo. I primi 15 minuti sono stati letteralmente dominati dalla Salernitana, merito di un atteggiamento tattico praticamente impeccabile. Minala pressava su Ammarì costringendolo ad arretrare il suo raggio d'azione, a turno Sprocati e Improta raddoppiavano su Troiano costringendolo a lanciare il pallone in avanti senza precisione, i due difensori centrali seguivano come un'ombra Catellani e Caputo attuando benissimo la tattica del fuorigioco e impedendo ad entrambi di entrare in area di rigore. In fase di possesso costante l'apporto di Vitale sulla sinistra, favorito dal movimento "ad accentrarsi" di Sprocati che attirava su di sè l'attenzione di due difensori avversari permettendo al terzino di crossare dalla trequarti senza imbattersi in alcun ostacolo. Al 4' uscita avventata di Iacobucci e tiro di Improta respinto fortunosamente dal portiere, poco dopo traversa di Coda ancora su una giocata di Sprocati. Il gol, cercato e meritato, arrivava intorno al 15': lancio di Tuia dalle retrovie, magia del bomber granata e pallone all'angolino per la gioia dei 250 salernitani assiepati nel settore ospiti. L'errore, come detto, era quello di arretrare il baricentro sfruttando poco le ripartenze. Di fatto, i granata non calciavano più in porta, ma contenevano perfettamente le giocate di un avversario quanto mai impreciso, senza idee e costantemente in inferiorità numerica a centrocampo.
Nella ripresa l'approccio dell'Entella era decisamente migliore, favorito dagli spazi liberi lasciati da Sprocati sull'out sinistro: a quel punto Odjer era costretto ad allargarsi per dare una mano a Vitale e si creavano buchi centrali sfruttati poco e male dalla formazione locale. Bollini, in quel momento, avrebbe potuto ridisegnare la squadra, ancor di più dopo l'ammonizione di Zito, apparso in calo fisico e puntualmente saltato dall'avversario. Invece il primo cambio è stato Ronaldo per Sprocati, con il passaggio al 4-5-1 e Coda completamente isolato in avanti. Un minuto dopo ecco il rosso per Zito, frutto di un'ingenuita del calciatore, ma anche della scelta dell'allenatore di tenerlo in campo: è forse questo l'unico errore- grave- di Bollini nell'arco di 90 minuti, una disattenzione che poteva vanificare quanto di buono fatto in settimana. La seconda sostituzione era inevitabile, forse tardiva considerata la sofferenza sulla sinistra: fuori Odjer, dentro Bittante. Scelta azzeccata, dal momento che l'Entella non riusciva più a crossare dalla corsia mancina. Nel finale, grazie ad un sontuoso Ronaldo e all'ottima prova del pacchetto arretrato, la Salernitana sfiorava addirittura il raddoppio, ma Iacobucci negava al brasiliano la gioia del primo gol stagionale. L'ultimo cambio era tra Improta e Joao Silva, nato con l'obiettivo di dare fisicità all'attacco per difendere palla fino alla fine. Il triplice fischio dell'ottimo Pinzani consegnava agli archivi una Salernitana quasi perfetta e nuovamente granitica. Con qualche accortezza in più, anche Bollini può essere protagonista in positivo di questo finale di stagione ancora tutto da scrivere.
Gaetano Ferraiuolo