E' opinione assai diffusa che l'allenatore moderno, oltre ad avere competenze tecnico-tattiche, debba essere anche e soprattutto un ottimo psicologo. Mister Bollini, a prescindere da qualche errore che ha contraddistinto il suo cammino, da questo punto di vista ha rappresentato e rappresenta un'autentica garanzia. Sin dal suo primo allenamento, infatti, l'ex trainer di Lecce e Atalanta è riuscito a entrare nel cuore del gruppo toccando le corde giuste e contribuendo a ricreare un clima di serenità all'interno di uno spogliatoio tutt'altro che compatto e che aveva mostrato qualche tensione di troppo nella gestione precedente. Del resto i calciatori, nelle varie interviste, hanno sempre espresso parole d'elogio nei confronti di Bollini, tutti convinti che alla lunga il lavoro avrebbe portato i risultati sperati sotto tutti i punti di vista. Vedere sui social i giocatori che ridono, scherzano e celebrano la vittoria di ieri rappresenta una grandissima soddisfazione non solo per tifosi e staff tecnico, ma anche per una società che ha avuto il coraggio di puntare su di lui dopo l'addio al vetriolo di Sannino senza tener conto degli umori di una piazza che, per la verità, lo aveva accolto con freddezza e tanto scetticismo.
Bollini ha inculcato a tutti il criterio di meritocrazia, ha anteposto l'interesse del collettivo a quello strettamente personale basandosi su valori quali senso di appartenenza, spirito di sacrificio e coesione del gruppo, qualità che la squadra ha quasi sempre mostrato soprattutto nelle ultime esibizioni. Non si vince a Frosinone, non si pareggia in 10 a Benevento e non si supera la contestazione post Spal se, alla base, non c'è una mentalità importante e condivisa da parte di uno spogliatoio che, vicenda "talpa" a parte, si sta cementando sempre di più anche grazie alla maggiore vicinanza della società e all'esperienza del direttore sportivo Fabiani e del team manager Salvatore Avallone, due figure professionali che stanno vivendo in prima persona le vicende della squadra e che hanno messo Bollini nelle condizioni migliori per esprimere le sue potenzialità dialogando moltissimo anche durante la finestra del mercato invernale.
Il trainer bergamasco, anche attraverso le sue scelte, ha dimostrato di non badare a curriculum e ingaggi e ha sempre mandato in campo l'undici più congeniale alle sue idee rivitalizzando, ad esempio, Tuia e Schiavi, indicando in Minala l'acquisto adatto per fare il salto di qualità in mediana, rilanciando a buoni livelli Ronaldo, mettendo in panchina Rosina in caso di necessità, gestendo con intelligenza e oculatezza i nuovi acquisti e facendo capire a tutti che il posto in squadra non è affatto scontato e che quanto fatto in passato non conta assolutamente nulla. Si prosegua, dunque, su questa strada, consapevoli che la compatezza del gruppo può colmare qualche lacuna tecnica. Finalmente si intravede un po' di luce dopo un febbraio particolarmente buio...
Gaetano Ferraiuolo