di Marco Festa
Se si chiama settore nevralgico un motivo ci sarà: è allora comprensibile la preoccupazione in casa Avellino per l'organizzazione del centrocampo, falcidiato dalle assenze, in vista della trasferta di domenica a Terni. Ma non solo. Sabato scorso, contro il Novara, fuori in un solo colpo Lasik, squalificato, Moretti e Paghera, entrambi a maledire l'addutore della coscia destra. Ieri, la ripresa degli allenamenti si è così tramutata in una spasmodica attesa di notizie dall'infermeria, con Novellino e il suo staff a tenere le dita incrociate nella speranza di non dover fare i conti con un numero ridotto uomini a disposizione per la mediana. Non solo nel breve, ma anche nel lungo termine. Il sollievo è stato parziale: l'esclusione di lesioni muscolari per Moretti, vittima di una contrattura, garantisce che il suo stop non sarà prolungato. Sono però ridotte al lumicino le possibilità di vederlo in campo contro le fere. Il lavoro differenziato sostenuto da Paghera lascia invece aperto uno spiraglio di speranza per il suo recupero in tempo utile per la gara in Umbria. Il monitoraggio continuerà ad essere costante. Questo pomeriggio nuova seduta di allenamento a porte aperte al “Partenio-Lombardi” e nuovo aggiornamento sulle condizioni degli acciaccati, tra cui figura anche Matteo Ardemagni, alle prese con un affaticamento ad una cavigilia. Sono in ogni caso già in preallarme Omeonga e D'Angelo: in caso di “bandiera bianca” sventolata dai compagni di reparto saranno loro a fungere da interni in un 4-4-2 a cui si tornerebbe per scelta, ma pure un po' per obbligo.