Salerno

La Salernitana forse più bella, intensa e grintosa della stagione batte per 2-0 l’Ascoli al termine di una gara dominata in lungo e in largo e preparata benissimo da un allenatore sempre più protagonista della rinascita granata. Bollini, ancora una volta, si è confermato un tecnico meticoloso, tatticamente preparato, bravo a curare ogni dettaglio facendo prevalere la politica della meritocrazia. Dopo Trapani è scattato qualcosa anche nella testa del mister, pronto a ripartire dal modulo più congeniale alle sue idee e da quei giocatori atleticamente pronti per reggere a certi ritmi per tutti e 90 i minuti. Così come accaduto con Brescia ed Entella, la Salernitana è stata assoluta padrona del campo, ha dominato l’avversario senza subire praticamente nulla e ha costruito una serie incredibile di occasioni da rete imbattendosi nella sfortuna e nella bravura del portiere avversario. Il 2-0 finale sta stretto ai padroni di casa che, per mole di gioco e qualità, potevano chiudere il match con almeno altri due gol all’attivo.

La tattica. Mister Bollini ha schierato la Salernitana con il 4-3-3: dinanzi a Gomis spazio a Perico e Vitale sulle corsie esterne, con Bernardini e Tuia al centro, Ronaldo in cabina di regia, Odjer e Minala ai suoi lati e il tridente Donnarumma-Coda-Sprocati in avanti, una scelta sorprendente dal momento che, sino alla rifinitura, Rosina era stato provato spesso tra i titolari alternandosi con Improta. La terza esclusione in un mese del fantasista rappresenta già il primo elemento di riflessione: la Salernitana, per rendere al massimo, deve giocare ad altissimi ritmi e ci sono elementi obiettivamente più in forma, capaci di abbinare entrambe le fasi senza accusare stanchezza o cali di rendimento nell’arco della gara.

Sin dall’approccio la Salernitana fa capire che non ha nessuna intenzione di concedere campo ad un avversario che, nelle intenzioni, voleva pressare alto a tutto campo senza far ragionare i portatori di palla granata. In realtà Ronaldo, faro del gioco, godeva di una certa libertà, le due mezz’ali si proponevano benissimo in diagonale dettando i tempi del passaggio ai terzini, Vitale spingeva a meraviglia sulla sinistra annullando Orsolini e gli attaccanti, dopo un avvio in sordina, riuscivano a non dare punti di riferimento inserendosi sia a destra, sia sull’out opposto con impressionante disinvoltura. Dal 20’ in poi sul taccuino si annotavano innumerevoli azioni da gol, frutto dei movimenti di  Coda, degli spazi creati da Donnarumma e Sprocati, ma soprattutto del preziosissimo lavoro dei centrocampisti.

Ogni qual volta la Salernitana recuperava palla in difesa, infatti, a turno Odjer, Ronaldo e Minala si proponevano col movimento incontro allargando il gioco sul versante opposto e creando la superiorità numerica, una delle mosse vincenti di Bollini bravo a chiedere a Minala e Odjer di raddoppiare a turno su Orsolini quando Vitale si proponeva in avanti. Splendida anche l’intesa tra i due centrali difensivi, abili a chiudere su Cacia senza lasciargli tempo e modo per ragionare. Dopo aver sbagliato l’impossibile per 45 minuti, il rischio era quello di giocare con meno ardore nella ripresa e di prestare il fianco alla reazione ospite, ma la Salernitana si confermava più matura del recente passato e approcciava allo stesso modo anche nel secondo tempo. Bollini chiedeva a Sprocati di giocare più alto e a Odjer di allargarsi, una sorta di 4-4-2 in fase di non possesso grazie al quale i granata recuperavano una marea di palloni giocati in verticale dagli ascolani.

Dopo 100 secondi ecco il gol: lancio lungo per Donnarumma, inserimento perfetto di Odjer e tiro respinto da Lanni seguito dalla conclusione sotto misura di Sprocati per l’1-0. A differenza del passato, la Salernitana non arretrava il baricentro dopo il vantaggio e continuava a dettare ritmi e tempi di gioco senza conoscere fatica. Il 4-4-2 era ancora più evidente quando Bollini chiedeva a Donnarumma di giocare al fianco di Coda, stringere sul primo palo e favorire l’inserimento sul palo opposto di Sprocati. Da uno schema del genere stava per nascere il raddoppio: lancio di Odjer, sovrapposizione di Vitale, movimento centrale delle due punte per attirare l’attenzione di tre difensori bianconeri, taglio di Sprocati e colpo di testa a lato di pochissimo. Al 16’, dopo due incursioni sulla sinistra di Cassata, Bollini correva ai ripari: fuori Donnarumma, dentro Bittante e passaggio al 4-4-2, pronto a trasformarsi in un 4-2-3-1 in fase di non possesso. Sugli sviluppi di una punizione ecco il raddoppio: terzo legno di giornata per Vitale e tiro all’angolino di Bernardini sotto la Sud per l’apoteosi granata.

Fino al 90’ da segnalare qualche ripartenza sfruttata male, il solito gioco di sponda di Coda, l’ingresso di Improta e Della Rocca per Sprocati e Vitale e l’espulsione di Mignanelli. L’Ascoli, in 95 minuti, si è reso pericoloso solo due volte: al 12’ della ripresa complice l’unico svarione a destra di Perico (dopo il quale Sprocati ha arretrato nuovamente il suo raggio d’azione), al 20’ sontuoso salvataggio di Tuia dopo una mischia in area di rigore. Un successo meritato, una prova quasi perfetta: bravi tutti, a partire dal mister.

Gaetano Ferraiuolo