Benevento

Non cercare alibi per una sconfitta fa certamente onore ai battuti. Il Benevento, nelle dichiarazioni del dopo partita, non ha fatto quasi accenno agli episodi dei rigori. Eppure ci sarebbe stato tanto da dire. C’è un fil rouge incredibile questa volta che lega Benevento e Avellino, colpite entrambe dalle furbate di giocatori sudamericani. Il brasiliano Coronado ha ingannato Mainardi di Bergamo, l’uruguaiano Falletti si è preso gioco dell’avezzanese Di Paolo. Simulazioni in grande stile, uno dei due protagonisti addirittura “reo confesso”. “Cerco sempre le gambe degli avversari per prendere qualche fallo. Anche questa volta ho preso io le gambe del difensore, poi sono stato bravo nel buttarmi”. Una dichiarazione che fa cadere le braccia, tanto ingenua da apparire provocatoria. E dire che da quest’anno la Lega di B punisce i simulatori non sono con l’ammonizione, ma anche con una pena pecuniaria. Coronado non ha avuto modo di spiegare i suoi tuffi in area, ma per quello vengono in aiuto le telecamere. Il primo rigore è quello più “scandaloso”: Chibsah lo anticipa con la punta del piede senza neanche toccarlo, lui si tuffa e trae in inganno il mediocre arbitro bergamasco. Meno evidente la simulazione sul secondo rigore: qui un piccolo contatto c’è, ma quel che è certo è che il brasiliano vola a terra come se fosse stato toccato da un caterpillar. Ora, va bene non cercare alibi, perché il Benevento ha qualche problema che deve risolvere senza ricorrere alle attenuanti, ma non si può far finta di nulla di fronte ad avvenimenti del genere. Il fatto è che le partite di questo girone di ritorno sono sempre più equilibrate e basta davvero poco per spostare gli equilibri da una parte o dall’altra. E due rigori così spostano, certo che spostano…