Una storiaccia che affonda le sue radici in anni lontani. Fatta di abusi sessuali e droga. Una ragazza sotto l'effetto degli stupefacenti, violenze e sevizie. Roba da far accapponare la pelle, a leggere i capi di accusa. Fatti inclusi in un arco temporale che va dal 2001 al 2005, sui quali solo un paio di giorni fa è arrivata una prima sentenza. L'ha pronunciata il Tribunale di Benevento – in aula il pm Miriam Lapalorcia - nel processo, ereditato da Ariano Irpino, nei confronti di venti persone residenti nella città del Tricolle. Sette le condanne, tredici le assoluzioni.
Le pene sono state stabilite, a vario titolo, per violenza sessuale in sei casi e droga nel settimo: quella massima – 15 anni – è stata inflitta ad un 55enne che aveva a carico il maggiore numero di addebiti su entrambi i versanti; per gli altri imputati vanno invece da 6 anni e 2 mesi ad 8 anni.
Una storia raccapricciante, che parla di ciò di cui sarebbe rimasta vittima una minore. Attraverso la somministrazione di cocaina ed hashish, sarebbe stata messa in una condizione di inferiorità psichica. Bersaglio delle squallide attenzioni di un gruppo di persone. Palpeggiata pesantemente, indotta a compiere atti sessuali e a subirne anche con una mazza da biliardo.
Enzo Spiezia