Ridotte dalla Corte di appello di Reggio Calabria, che ha escluso per tutti le aggravanti della natura transnazionale del reato e dell'agevolazione di una 'ndrina calabrese, le condanne inflitte nell'aprile 2015 a cinque delle sette persone (le altre due erano state assolte) che avevano scelto di essere giudicate con rito abbreviato dopo essere state coinvolte nell'inchiesta della Dda reggina denominata New bridge. Nel febbraio 2014 il blitz che aveva riguardato anche la nostra provincia. Nel mirino degli inquirenti un giro di cocaina tra Usa, Calabria e Sannio.
Tra gli imputati figurano due sanniti accusati di associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga: Eugenio Ignelzi, 41 anni, di Ginestra degli Schiavoni, e Antonino Francesco Tamburello, 48 anni, origini trapanesi, residente a Castelfranco in Miscano, diventato collaboratore di giustizia.
Per Ignelzi, difeso dagli avvocati Antonio Pio Morcone e Sergio Rando, la pena è stata stabilita in 4 anni, 5 mesi e 10 giorni contro i 6 anni ed 8 mesi decisi in primo grado; 4 anni, 6 mesi e 6 giorni per Tamburello (dai 6 anni iniziali). Per gli altri tre, infine, condanne da 4 anni e 5 mesi a 8 anni e 10 mesi (in primo grado pene da 9 a 12 anni).
Nella stessa indagine, come si ricorderà, erano stati tirati in ballo anche altri quattro sanniti – tutti di Montefalcone -che nel novembre 2016, al termine di un processo con rito ordinario, sono stati assolti dall'accusa di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti e condannati per associazione per delinquere, dopo la riqualificazione dell'iniziale imputazione di stampo mafioso, a pene che vanno da 1 a tre anni.
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