Avellino

Trentaquattro dipendenti dell’Asl di Avellino accusati di assenteismo rischiano il processo. La Procura ha infatti chiesto per loro il rinvio a giudizio nell’ambito del procedimento nato dall’operazione Badge Malati. Il 26 settembre udienza davanti al Gup Fiore. 

Fece scalpore l'atteggiamento di un dipendente che mostrò il dito medio alla telecamera, nascosta, piazzata dagli investigatori all'ingresso degli uffici.

Le indagini della Squadra mobile di Avellino, coordinate dalla procura, erano state avviate nel 2015. Secondo la ricostruzione dei inquirenti, i dipendenti si allontanavano dal posto di servizio ripetutamente, facendo rientro, alle volte, solo dopo diverse ore: per questo sono stati sospesi per “truffa” 21 dipendenti dell’azienda sanitaria locale di Avellino. I cosiddetti furbetti del cartellino appartengono a quasi tutte le categorie professionali: amministrative, mediche e paramediche.

Le indagini avrebbero fatto emergere che gli attuali imputati si assentavano in maniera ingiustificata dall’ufficio, allontanandosi dal posto di lavoro anche a bordo delle proprie auto per recarsi in altri luoghi, spesso grazie alla condotta di altri colleghi che timbravano i cartellini anche per gli assenti.

Nel corso dell'attivita investigativa, supportata dalle immagini delle videocamere, sarebbe stato rilevato il comportamento di una guardia giurata predisposta alla vigilanza interna, che con un cacciavite aveva tentato di rimuovere una delle microcamere nascoste.