Domani pomeriggio Edgar Cani incrocerà per la seconda volta negli ultimi mesi le strade di quella che poteva essere la sua squadra un paio di stagioni fa. Era il luglio del 2014 e i granata, in ritiro a San Vito di Cadore, erano alla ricerca di un attaccante di peso bravo a sfruttare il gioco sulle fasce tipico del 4-2-3-1 ideato da Mario Somma. Dopo aver inseguito per diverse settimane un bomber come Sforzini e cullato il sogno Cacia, la società diede mandato all'allenatore di individuare un elemento idoneo, per caratteristiche, a quel sistema di gioco, mettendo sul tavolo un budget rilevante per la categoria. Dopo una sgambatura contro una formazione locale, il presidente Claudio Lotito scese in campo in prima persona chiamando in disparte Somma e vagliando una serie di nomi sul taccuino. "Se vogliamo fare il salto di qualità il nome giusto è Edgar Cani" il diktat del mister, "Chi è il procuratore e dove gioca?" la risposta del patron che, un minuto dopo, telefonicamente sbloccò una trattativa che faticava a decollare. L'addio di Somma consumatosi qualche settimana dopo e l'ingaggio di Caetano Calil, tuttavia, fecero saltare l'operazione, sebbene Fabiani fece un ultimo tentativo prima di ufficializzare l'ingaggio di Maikol Negro. "No, grazie: in Prima Divisione non ci scendo" la risposta dell'attaccante che, dopo un periodo non propriamente felice della sua carriera, accettò la proposta del Pisa in Lega Pro trascinandolo verso la promozione pur non essendo un titolare inamovibile. Domani partirà dalla panchina, pronto a dare un contributo in corso d'opera...
Gaetano Ferraiuolo