Tutti imprenditori di Grottaminarda. Due fratelli coinvolti a vario titolo in un'inchiesta antiusura, altrettanti presunte vittime. Erano in aula, oggi pomeriggio, alla lettura del dispositivo della sentenza del Tribunale di Benevento. Mancava poco alle 15 quando il collegio giudicante (presidente Pezza, a latere Polito e Loffredo) ha assolto dall'accusa di usura, perchè il fatto non sussiste, Carmine Vitale, 46 anni, condannandolo ad 8 mesi, pena sospesa, per esercizio abusivo dell'attività finanziaria. Una contestazione, quest'ultima, dalla quale è stato assolto, per non aver commesso il fatto (per il mancato raggiungimento della prova o l'insufficienza della stessa), Pasqualino Vitale, 44 anni.
Il pm Patrizia Filomena Rosa, che ha tirato le fila di un'indagine dei carabinieri di Ariano Irpino diretta dalla Procura del Tricolle, aveva proposto la condanna di Carmine Vitale a 6 anni e l'assoluzione di Pasqualino. L'avvocato Rocco Barrasso, legale delle parti civili, si era espresso per la dichiarazione di responsabilità degli imputati, mentre gli avvocati Enrico Riccio e Pasqualino Pavone avevano chiesto l'assoluzione dei loro assistiti perchè il fatto non sussiste.
E' l'epilogo di primo grado di una vicenda rimbalzata all'attenzione dell'opinione pubblica nel dicembre 2012. Quando Carmine Vitale era finito agli arresti domiciliari, Pasqualino all'obbligo di dimora. A loro carico un'ordinanza, poi annullata dal Riesame, che aveva restituito gli allora indagati alla libertà, adottata in relazione a fatti che si sarebbero svolti dal 2006 al 2011. Nel mirino degli inquirenti un atto iniziale di compravendita di un immobile, una somma prestata ai due titolari di un'attività ed i presunti tassi usurari che sarebbero stati applicati per la restituzione. Ora la sentenza: non c'è stata usura.
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