di Simonetta Ieppariello
Un'altra croce su quella strada maledetta. Altro sangue sull'Ofantina killer e vite spezzate. Un nuovo capitolo di un racconto di lacrime e sangue. Una strada ad altissimo rischio. Ieri mattina alle 11.20 l'ennesimo incidente, a perdere la vita un motociclista 42enne di Baronissi, Roberto Apicella. Marciava in moto con gli amici: direzione Laceno. Ha trovato la morte tra Parolise e Salza Irpina. Ha perso il controllo della moto, andando a sbattere a tutta velocità contro il guard rail. Sul posto è arrivata l'ambulanza del 118, purtroppo il medico ed i volontari non hanno potuto far altro che constatare il decesso dello sfortunato motociclista. La dinamica è al vaglio della Polstrada. E l'elenco dei morti si allunga. Il dolore cresce.
Un mese e mezzo fa qualche chilometro più avanti, a perdere la vita fu la farmacista 29enne Gabriella Zurlo. Vennero donati i suoi organi. Gabriella quella ragazza così bella e sfortunata, che doveva sposarsi tra pochissimi mesi. Lei, ennesima vittima sull'Ofantina si schiantò con un autocarro giovedì sera, nel territorio di Manocalzati. Ore di attesa, preghiera e speranza. Poi, la tragica notizia il 12 febbraio scorso ha travolto due comunità intere, Montemarano, dove viveva e lavorava, e Montella, paese di origine.
Il nome di Gabriella allunga l'elenco di persone strappate alla vita sull'asfalto , sull'Ofantina ribattezzata killer negli anni. I sindaci da sempre invocano sicurezza e miglioramenti sulla strada che collega numerosissimi comuni di Alta Irpinia e Baronia al capoluogo, per collegarsi al salernitano. Una messa in sicurezza chiesta da anni.
Nel settembre 2016, nel territorio di Salza morì un 50enne della provincia di Potenza, Donato Salandra. E poi la morte di una 70enne di Montemarano. A giugno nel 2016 sull'asfalto nel tratto tra Nusco e Lioni trovò la morte il 29enne Michele Pinto di Pescopagano. Cinque morti in meno di un anno. Solo per restare agli ultimi anni se si scava e si sfoglia tra quotidiani cartacei e portali internet l'elenco si allunga drammaticamente. Spuntano i nomi di quel ragazzo di Nusco, Miguel Laucella, di Adele Addesso morta il 15 aprile 2013, insegnante di Montella in servizio a Teora. Percorreva l’Ofantina in direzione Montella. Ma il suo viaggio stavolta si fermò come il suo cuore, in una sorta di semicurva nei pressi del ponte sull’Ofantina. Devastante l’impatto tra la sua vettura, una Lancia Lybra ed il guard rail della corsia opposta, quella in direzione Lioni. Tutto è avvenuto in un attimo. La donna perse il controllo dell’autovettura è si schiantò contro la struttura di protezione della corsia opposta. L’abitacolo dell’utilitaria si trasformò in una vera e propria trappola di lamiere. Poi fu la volta di un dipendente Anas di Rocca San Felice, Angelo Santoli 27 dicembre 2012, morto a seguito delle ferite riportate mentre stava lavorando sull’Ofantina.
Nel pomeriggio di un freddo 16 gennaio del 2013 la Fiat Panda Van guidata da un trentatreenne di Cassano Irpino, Brunello Marra, si schiantò contro un Nissan Serrano, a bordo del quale viaggiava una coppia di Montella. Un impatto che fece carambolare l’utilitaria a bordo della quale viaggiava il trentenne, coinvolgendo anche una terza vettura, un’altra Fiat Panda, quella dove viaggiavano invece due coniugi con un bambino di pochi anni originari di Acerno. Fortunatamente gli occupanti del terzo veicolo coinvolto sono rimasero illesi. Rimasero feriti i coniugi di Montella mentre a perdere la vita fu Brunello.
Nel 2013 la strage di Conza: tre ragazzi morti su quella strada. La prima fu la tragedia di Pasqua quando la 19enne Natalie Ciccone volò con la sua auto nel fiume Ofanto, e poi lo schianto di due ragazzi: Umberto Rosamilia e Pasquale Turri.
Intanto si prega in chiesa e si prega sui social per la salvezza di Alessandra P.. La trentaquattrenne di Montemiletto coinvolta in uno schianto micidiale lungo la Statale delle Puglie che resta ancora in coma farmacologico. Le sue condizioni cliniche sono stazionarie e i medici del reparto di terapia intensiva dell'ospedale «Moscati» di Avellino sono cauti e non hanno sciolto la prognosi.
La comunità prega per lei. Come il sindaco Agostino Frongillo, che si stringe intorno ai familiari.