MELFI. Il miracolo sportivo che si è materializzato all’Arturo Valerio ha un nome ed un cognome e porta la firma del solito Salvatore Caturano, simbolo di questo Melfi trainato a suon di gol in una posizione che farà giocare il resto del campionato con una calma olimpica visto l’enorme vantaggio sulla zona play out. Il più quotato Lecce crolla ancora, incassa il terzo kappaò consecutivo in trasferta e resta dietro tre lunghezze dal quarto posto: la possibilità che Lecce e Melfi si incontrino anche l’anno prossimo in Lega Pro è sempre più reale, i troppi passi falsi non lasciano spazio ad ogni tipo di giustificazione per una squadra costruita da ormai tre anni per tornare in cadetteria ma che puntualmente fallisce gli appuntamenti decisivi. A dare maggiore valore alla vittoria del Melfi c’è l’elemento che avrebbe dovuto favorire invece il Lecce, ovvero l’espulsione di Gallo che ha costretto i padroni di casa a giocare quasi l’intera ripresa in dieci uomini senza però mai mollare di un centimetro. La parità numerica aveva creato già qualche problema al Lecce, sceso in campo con un camaleontico 3-4-3 dettato dalle numerose assenze al quale il Melfi ha però dimostrato sin da subito di riuscire a provvedere. Le sole occasioni per gli ospiti arrivano da calci piazzati con Diniz prima e con Papini che sui titoli di coda dei primi quarantacinque minuti manda poco alto sopra la traversa un colpo di testa da ottima posizione. Dopo un primo tempo scivolato via senza particolari emozioni ed all’insegna di un sano equilibrio l’episodio che dovrebbe far spostare gli equilibri (doppia ammonizione di Gallo) finisce per “galvanizzare” ancor di più un Melfi sempre ordinato, lucido ed attento a concedere il minimo possibile ad un Lecce costretto a fare risultato. Dall’altro canto Bollini tenta il disperato assalto inserendo Miccoli che però non incide come vorrebbe il suo tecnico. Un clamoroso errore di Di Filippo “rischia” di complicare i piani del Melfi, Perina cancella l’errore del compagno e si supera in uscita su Doumbia lanciato a rete. Una delle poche sortite offensive del Melfi va vicino ad essere realizzata da Tortori e dalla sua precisa e potente incornata che è splendidamente neutralizzata da Scuffia. L’assedio a testa bassa non basta a superare una retroguardia mai disattenta, il tridente di Bollini non riesce in alcun modo a cambiare la musica e quando tutto sembra già scritto un maldestro intervento di Vinetot regala un calcio d’angolo al Melfi. Il resto lo fa il solito Caturano, che in mischia regala all’ultimo istante l’ennesima gioia al suo pubblico. Sedicesima rete in campionato, il Melfi è al settimo cielo e la terza vittoria consecutiva significa salvezza. La matematica non da ancora la certezza, ma si può festeggiare una permanenza in Lega Pro a dir poco meritata. E a continuare così, non resta che pensare che anche a Lecce ci sarà da “festeggiare” l’ennesima permanenza in Lega Pro…
MELFI 1
LECCE 0
MELFI (4-3-1-2): Perina 6.5; Annoni 6.5, Di Filippo 5, Dermaku 6.5, Pinna 6; Gallo 5, Spezzani 6.5, Agnello 6.5; Tortori 6 (45’ st Colella sv); Caturano 7, Fella 5.5 (37’ st Giacomarro sv). A disp.: Gagliardini, Di Mercurio, Tundo, Nappello, Falomi. All.: Bitetto 7.
LECCE (3-4-3): Scuffia 7; Diniz 6.5, Vinetot 5, Abruzzese 5.5; Beduschi 6 (16’ st Miccoli 5.5), Papini 6, Salvi 6 (1’ st Sacilotto 5.5), Lopez 5.5; Doumbia 5, Bogliacino 5, Gustavo 5.5 (33’ st Manconi sv). A disp.: Chironi, Mannini, Filipe, Herrera. All.: Bollini 5.5.
ARBITRO: Ravaldi di Tivoli 6.5.
RETE: 45’ st Caturano.
NOTE: spettatori 1500 circa di cui 200 provenienti da Lecce. Ammoniti: Abruzzese, Vinetot. Espulso all’8’ st Gallo per doppia ammonizione. Angoli 4-3. Recupero: pt 2’, st 5’.