Avellino

 

di Andrea Fantucchio 

«Sono andata al Pronto Soccorso perché avvertivo delle fitte alla schiena. Non riuscivo a stare seduta né in piedi. Eppure dopo cinque ore nessuno mi aveva visitato. Mi passavano davanti tutti. Spuntavano codici gialli su codici gialli». La denuncia di Silvana Piccini. Che ha contattato Ottopagine per raccontare la sua disavventura al pronto soccorso.

Ieri la signora ha avvertito forti fitte alla schiena. E così ha chiamato il marito. Che ha subito lasciato il lavoro per accompagnarla in ospedale. Tutto inutile. La signora è arrivata al pronto soccorso alle 13. E alle 18 era ancora seduta con dolori sempre più forti.

Furiosa è andata via. Oggi è stata costretta a pagarsi una visita privata.

«Mi sembra assurdo. Si va al pronto soccorso per richiedere un aiuto urgente. Invece ci hanno costretti ad aspettare per ore. C'erano tante persone anziane. Ricordo una donna arrivata con l'ambulanza. Urlava e piangeva. Ha continuato per più di un'ora ma l'hanno ignorata. Volevo darle conforto ma il dolore non mi permetteva nemmeno di alzarmi».

«La beffa più grande – commenta Silvana amareggiata – è che mio marito ha anche perso delle ore di lavoro. E così ha dovuto fare più tardi la sera. Mi domando: ma quanti dottori c'erano a fare il pronto soccorso? Non si vedevano. Mi sono sentita abbandonata. Poi si lamentano di casi come Nola. Lì hanno sbagliato. Ma almeno li visitavano i pazienti. Anche se li facevano coricare a terra. Qui niente. Eppure noi cittadini le tasse le paghiamo. Avremmo diritto all'assistenza medica. Invece mi sono sentita mortificata».

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