Benevento

La serata perfetta. Il Benevento ha pensato prima a se stesso e a tenersi ben stretto la vittoria sulla Ternana, poi ha scoperto di aver riconquistato il quarto posto in solitudine e di aver incrementato il suo vantaggio sulle formazioni al nono posto (sei punti). Una di quelle serate in cui ogni tassello va magicamente al suo posto

LA CHIAVE TATTICA – Baroni cambia qualche uomo del suo schieramento, il turn over è di quelli moderati. Ma non cambia il disegno tattico delle ultime partite. 4-3-3 che può anche trasformarsi all'occorrenza in 4-4-2 con Melara pronto a fare il Cissè e ad affiancare Ceravolo in fase offensiva. Il modulo tiene, la squadra sta cominciando a metabolizzarlo, anche se qualche interprete (Chibsah soprattutto) non è proprio al meglio. Le due squadre si ritrovano di fronte in maniera quasi speculare: il 4-3-1-2 della Ternana in fondo è simile al 4-3-3 della strega, anche se l'interpretazione è sostanzialmente differente. Il Benevento attacca con due esterni larghi (Ciciretti e Melara), la Ternana lo fa con un trequartista (Falletti) alle spalle delle due punte (Palombi e Avenatti). La squadra giallorossa si fa preferire per idee e senso tattico. Baroni chiede ai suoi di stare attenti alla fase difensiva, non vuole incorrere negli stessi errori che sono costati punti sanguinosi contro il Trapani. E la squadra gioca con diligenza, senza sbavature e disattenzioni. Serve un tempo per capire al meglio tutti i movimenti del settore centrale, del resto la squadra sembra più abituata alla regia di Buzzegoli, fatta di cambi di campo e aperture in orizzontale, che a quella di Viola, forse più talentuosa ma anche più incostante. Quando l'ex novarese prende per mano il centrocampo tutto gira alla perfezione e si capisce perchè il Benevento ha fatto quell'investimento a gennaio. Bene la difesa che sa soffrire e tenere la testa alta, bene l'attacco con un Melara ritrovato e un Ciciretti sempre prezioso.

LA SVOLTA – Sul calcio di rigore provocato da Biagio Meccariello, il ragazzo di Airola che gioca in rossoverde ed è molto amico di Fabio Ceravolo, sorge più di un dubbio. Il difensore delle Fere giura che lui la “Belva” non l'ha neanche toccata. E allora l'episodio fa da contraltare a quello che una settimana fa costò al Benevento la sconfitta col Trapani. Vale per tutti i buonisti del football che dopo la sfida coi siciliani mostrarono il pollice verso alla squadra giallorossa, senza pensare che un rigore regalato agli avversari può cambiare completamente l'inerzia di una gara. In fondo è stato così anche stasera. Il “mezzo rigore” fischiato da Aureliano ha indirizzato la partita. Che poi il Benevento abbia meritato vantaggio e poi vittoria questo è un altro discorso. La svolta è quella. Una volta tanto favorevole alla strega.

LA PRODEZZA – Il secondo gol di Fabio Ceravolo, il sedicesimo in questo campionato è un'autentica perla. Sublime il passaggio di Viola, perfetto l'aggancio della Belva a tagliare fuori Diakitè. Il resto fa parte del repertorio del centravanti di Locri che dopo il gol dell'andata ne segna altri due alla sua ex squadra. Evita di esultare in maniera clamorosa, ma lui non è mai tipo da gesti esagerati. La sedicesima rete lo porta ad una sola lunghezza da Caputo e a quattro da Pazzini. Una bella soddisfazione, anche se gli preme sottolineare che lui tiene più al risultato di squadra che a quello personale.

frasan