Benevento

Archiviata dal Gip, su richiesta della Procura, l'indagine a carico di Lucio Lonardo e Massimo Romito, presidente e direttore tecnico dell'Asia, tirati in ballo dal sequestro operato nel marzo dello scorso anno, dalla forestale, del capannone di contrada Olivola nel quale erano stati temporaneamente accatastati i rifiuti rimossi da abitazioni, strade e negozi devastati dall'alluvione dell'ottobre 2015. Il provvedimento era stato successivamente annullato dal Riesame per carenza di motivazione sia rispetto alla definizione dell'ipotesi di reato contestata, sia in relazione al fumus e alle esigenze cautelari.

Il Tribunale aveva accolto le ragioni degli avvocati Carmine Lombardi, Nazzareno Lanni (per Lonardo) e Sergio Rando (per Romito), che avevano sottolineato l'erronea individuazione dell'Asia come Ente deputato alla gestione del materiale di risulta (che la legge classifica come rifiuti urbani non pericolosi)  sistemato provvisoriamente nella struttura; un compito, quello della gestione, affidato al Commissario delegato per l'emergenza alluvione, che nei giorni precedenti aveva dato all'Arpac l'incarico di svolgere i sopralluoghi dei siti in tutta la provincia e di stabilire le modalità di smaltimento degli stessi rifiuti.

“Tralasciando i profili attinenti al merito, che pur richiederebbero un approfondimento da parte degli organi delegati per le indagini –  avevano scritto i giudici  -, rilievo assorbente riveste la doglianza relativa al profilo motivazionale del provvedimento impugnato”.  Di qui l'annullamento del sequestro e, ora, dopo un anno, la parola fine sull'inchiesta.

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