Salerno

Il porto di Salerno coinvolto in un traffico internazionale di droga. I militari del nucleo di polizia tributaria della guardia di Finanza di Salerno del Gruppo operativo antidroga, con i reparti del comando provinciale di Salerno e del comando provinciale di Napoli, hanno eseguito l'ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del tribunale di Napoli, su richiesta della Dda, nell'indagine denominata Bambasa. Le ipotesi di reato a vario titolo: associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, spaccio e produzione di documenti falsi, contestate con l'aggravante della transnazionalità.

Coinvolte otto persone: cinque sono finite in carcere, due agli arresti domiciliari, l'altra sottoposta all'obbligo di dimora. Perquisizioni e sequestri a Salerno, Napoli, Firenze, Prato, Latina e Potenza. I componenti del presunto gruppo criminale risiedono tra Ottaviano, Castellammare di Stabia, Santa Anastasia, Pompei e nella provincia di Salerno. Le indagini hanno consentito di individuare un carico di 30 kg di cocaina, proveniente dall'Ecuador e nizialmente diretto al porto di Salerno, sequestrato successivamente nel porto di Ambarli nel 2015 dalle autorità Turche.

Proprio la gestione della droga avrebbe creato problemi all'interno dell'organizzazione, al punto da sfociare nell'omicidio, a Mugnano del Cardinale, del 58enne Nicola Annunziata, per il quale è stata chiamata in causa una delle persone ritenute affiliate alla presunta associazione. 

Tra gli appartenenti al gruppo vi erano ispanici, colombiani e bulgari. Sono state inoltre sequestrate alcune aziende, nate per poter agevolare l'attività criminale. Vi sarebbero auto, moto, quote societarie e conti correnti riconducibili agli appartenenti al gruppo, per i quali sarebbe emersa una grande sproporzione con i redditi dichiarati, di almeno 500mila euro.

Redazione Salerno