Salerno

Non sortisce gli effetti sperati la cura Cagni per il Brescia. Le Rondinelle, ormai in caduta libera da diverse settimane, perdono ancora una volta tra le mura amiche, incassano la contestazione del pubblico e vedono complicarsi terribilmente il discorso salvezza soprattutto in virtù dei risultati maturati ieri sugli altri campi. Ad approfittare della crisi dei lombardi è stata la capolista Spal che, seguita da 1200 spettatori, ha dominato dall'inizio alla fine chiudendo il primo tempo in vantaggio e archiviando la pratica nella ripresa, un mix tra organizzazione e cinismo che ha permesso ai ragazzi di Semplici di allungare sul Frosinone secondo; qualora domani il Verona non vincesse a Novara, dunque, potrebbe iniziare la clamorosa fuga verso la promozione in serie A, un traguardo quasi impronosticabile a inizio stagione. Per il Brescia, invece, 90 minuti da dimenticare, scanditi da tantissimi errori difensivi e da una confusione generale che ha suscitato l'ira di una tifoseria che, qualche mese fa, sognava addirittura i play off e che si ritrova, invece, a vivere l'incubo della retrocessione in Lega Pro.

LA PARTITA. Pronti, via e la Spal ha fatto immediatamente capire quali fossero le sue intenzioni. Dopo un timido tentativo di Antenucci dalla distanza, ecco il vantaggio fulmineo: azione splendida del solito Lazzari, classico inserimento senza palla sul secondo palo di Mora e colpo di testa imprendibile per Arcari. Poco dopo Schiattarella ha sfiorato il raddoppio con un sinistro dalla distanza ben intercettato dal portiere avversario, uno dei pochi a meritare la sufficienza per i biancazzurri. Nel momento migliore della Spal, però, ecco il pareggio: tiro dal limite di Ferrante e pallone all'incrocio dei pali alle spalle dell'incolpevole Meret. Gli ospiti hanno avuto il merito di non demoralizzarsi e hanno chiuso il primo tempo sul 2-1: cross di Lazzari, respinta goffa di Pinzi e sinistro vincente del solito Antenucci. Nella ripresa la Spal ha archiviato la pratica: dapprima Cremonesi ha mancato il bersaglio, poi Mora ha anticipato Romagna depositando il pallone alle spalle di Arcari. Un 1-3 netto, perentorio e meritato che permette ai tifosi estensi di cantare "la capolista se ne va".

BRESCIA 1-3 SPAL (1-2)

Brescia (4-3-1-2): Arcari; Calabresi, Blanchard (69′ Camara), Romagna, Lancini; Bisoli, Pinzi (45′ s.t. Untersee), Martinelli; Crociata; Caracciolo, Ferrante (57′ Torregrossa). A disposizione: Minelli, Untersee, Coly, Camara, Prce, Ndoj, Bonazzoli, Mauri, Torregrossa. Allenatore: Luigi Cagni.

SPAL (3-5-2): Meret; Vicari, Giani, Cremonesi; Schiattarella (76′ Schiavon), Lazzari (83′ Ghiglione), Mora, Castagnetti (60′ Arini), Costa; Zigoni, Antenucci. A disposizione: Marchegiani, Gasparetto, Silvestri, Arini, Finotto, Schiavon, Del Grosso, Ghiglione, Costantini. Allenatore: Leonardo Semplici.

Arbitro: Chiffi

Marcatori: 15′, 68′ Mora (S), 29′ Ferrante (B), 47′ p.t. Antenucci (S)

Ammoniti: Zigoni (S), Martinelli (B), Arini (S)

Gaetano Ferraiuolo