Il governo continua a restare in silenzio rispetto alle richieste, ecco perchè l'Unione delle Camere penali italiane ha proclamato una nuova astensione nazionale dalle udienze dal 2 al 5 maggio. La protesta si aggiunge a quelle precedenti – l'ultima si conclude oggi -, indette per evidenziare “i limiti della riforma del processo penale di iniziativa governativa” e ribadire, “in particolare, la profonda contrarietà, già manifestata con convinzione durante il lungo iter parlamentare del Ddl e davanti alle Commissioni Giustizia della Camera e del Senato, alla riforma della prescrizione e dell’istituto del cd. processo a distanza”.
L’avvocatura penale evidenzia che le ragioni alla base della protesta “hanno trovato anche un importante e diffuso consenso all’interno di vasti settori della politica, dell’informazione e fra i rappresentanti del mondo della cultura e dell’Accademia”. Al contrario, “prosegue il silenzio del Governo in ordine alle richieste di non procedere oltre nella attuazione del dichiarato intento di porre la fiducia sul Ddl giustizia anche davanti alla Camera, ovvero di procedere allo stralcio ed alla immediata approvazione della legge delega sull’esecuzione penale”.
Di qui la scelta di un ulteriore stop dell'attività e l'invito alle Camere Penali territoriali “ad organizzare in tali giorni manifestazioni ed eventi dedicati ai temi della riforma e del denunciato contrasto con i principi costituzionali e convenzionali della immediatezza, del contraddittorio, della presunzione di innocenza e della ragionevole durata”.