Emanuele Avagliano, dell'associazione DiverCity, organizzatore della serata al Caffe Verdi, colui che ha scelto la tanto criticata locandina dell'Ultima cena, in versione omosessuale, ai microfoni di Ottochannel ha raccontato il forte clima di intolleranza incontrato in città dopo che ha diffuso l'invito all'evento.
Quell'ultima cena ha scatenato le critiche di esponenti del mondo politico e non. Avagliano dice di aver subito in questi giorni minacce pesanti. “Non mi aspettavo questo clamore e questa risonanza mediatica - ha precisato -. Io ribadisco ancora la mia formazione di fede cattolica, con il tempo ho iniziato a separare la mia vita privata dalla fede, perchè forse non combaciavano, ma ho sempre continuato ad essere un praticante, ad andare a messa, tutte le cose che fa un buon cristiano, pur sapendo di essere omosessuale".
Il problema - ha aggiunto - "è che dalle offese verbali, per questa locandina, si è poi passati alle minacce, tante minacce di morte. L'ultima l'ha ricevuta mia madre, le hanno detto addirittura bruceremo tuo figlio vivo, troia di merda. Credevo che vivessimo in una città un po' più aperta. Ma mi sono accorto che a Salerno c'è ancora tanta ma tanta omofobia”.
Sara Botte