Salerno

Gomis, a Terni, ha interrotto la serie di partite consecutive senza subire gol arrendendosi al colpo di testa di Avenatti sugli sviluppi di un calcio piazzato, ad Ambrosio capitò lo stesso destino esattamente 12 anni fa in una partita tra le più incredibili e divertenti di quella stagione. All'Arechi, dinanzi a meno di 10mila spettatori, si affrontavano Salernitana e Modena: i granata erano riusciti a mantenere la porta inviolata per oltre 600 minuti riportandosi nella zona sinistra della classifica, i canarini cercavano punti preziosi per alimentare il sogno play off in uno stadio notoriamente ostile per tutti. Sulla panchina degli emiliani si accomodava Stefano Pioli, tecnico alle prime anni che, nell'anno precedente, era riuscito a salvare in scioltezza la Salernitana ripescata togliendosi lo sfizio di battere quasi tutte le big del campionato. Sul campo fu partita vera, un match ricco di colpi di scena e capovolgimenti di fronte. Al 20' il vantaggio degli ospiti: lungo lancio per Asamoah, clamoroso liscio di Ambrosio a limite dell'area e tiro a porta vuota dell'attaccante per l'incredibile e inatteso 0-1. Colpita nell'orgoglio, la formazione di casa rialzò immediatamente la testa e sfiorò il pareggio con Palladino: solo il palo negò al giovanissimo bomber la gioia dell'ennesima rete stagionale. Festa soltanto rimandata: al 32', su cross del solito Bombardini, il talento scuola Juventus anticipò tutti con un movimento perfetto sul primo palo restituendo il sorriso al pubblico dell'Arechi.

Nella ripresa, dopo 25 minuti di sostanziale equilibrio senza grosse occasioni, la Salernitana riuscì a ribaltare completamente il risultato: altro cross di Bombardini e colpo di testa vincente di Tiziano Polenghi, al secondo centro con la maglia granata dopo il gol siglato contro il Genoa un mese e mezzo prima. Un 2-1 che avrebbe riaperto il discorso promozione per i ragazzi di Gregucci, galvanizzati anche dal clima di ritrovato entusiasmo che si respirava a Salerno. Neanche il tempo di fare calcoli e tabelle, però, che il Modena riportò tutti sulla terra: clamoroso svarione difensivo di Orfei, inserimento preciso di Asamoah, tiro non irresistibile e altro errore di Ambrosio per il più rocambolesco dei pareggi. Nel finale ancora Asamoah sfiorò la tripletta con un destro dalla distanza che fece la barba al palo, mentre al 94' i granata cercarono inutilmente l'ultimo assalto reclamando anche per la mancata concessione di un calcio di rigore per un presunto fallo di mano. Un pari che grida ancora vendetta, contro un Modena allenato da un tecnico che, già 12 anni fa, lasciava intravedere doti interessantissime e di categoria superiore.

Gaetano Ferraiuolo