Benevento

L'indagine è praticamente terminata, la Procura ne sta tirando le somme. Sulla scrivania del sostituto Miriam Lapalorcia c'è la voluminosa, ed inevitabilmente complessa consulenza curata dall'ingegnere Paolo Grazioso e dal geologo Sergio Nardò. Centinaia e centinaia di pagine nelle quali è probabile che siano dettagliatamente indicate con la 'matita rossa' le inefficienze e le negligenze, non solo quelle recenti, che hanno concorso o in molti casi determinato il disastro che ha devastato Benevento e una parte della sua provincia. Larghe fasce del Sannio sventrate dal nubifragio che tra il 15 ed il 19 ottobre 2015 ha causato danni ingentissimi ad attività industriali e commerciali, viabilità e abitazioni private.

Quei giorni terribili hanno cambiato la vita ed il destino di tanti cittadini che stanno lentamente e faticosamente provando a rialzarsi. Bilancio pesantissimo, aggravato dalla morte di due settantenni. Uno di Montesarchio – i familiari si sono opposti alla richiesta di archiviazione avanzata dall'ufficio inquirente -, l'altra di Pago Veiano. Una pensionata che aveva perso la vita dopo essere stata trascinata dal fango e dall'acqua dinanzi alla sua abitazione. Una fine drammatica, al centro di un'attività investigativa anch'essa conclusa.

Non è difficile immaginare il quadro a tinte fosche che potrebbe emergere dal lavoro svolto dai due professionisti incaricati di ricostruire ciò che è accaduto. Stabilendo quanto abbia inciso, quanto abbiano giocato un ruolo decisivo la scarsa o mancata cura del territorio, dei fiumi, della manutenzione degli argini e delle strade, l'abusivismo edilizio. Fronti sui quali si sono concentrate anche le attenzioni dei carabinieri-forestali in un'indagine che, come più volte ricordato, aveva subito acceso i riflettori sulla diga di Campolattaro.

Nel mirino i dati relativi alle quantità di acqua entrata ed uscita, forniti agli inquirenti e poi diventati materia di una relazione inviata all'ufficio centrale dighe dall'ingegnere Giovanni Sportelli, responsabile dell'impianto, che aveva sottolineato come la diga avesse svolto al meglio la sua funzione, evitando guai peggiori.

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