Zero: Alla voglia che non c’è più. Al concentrato di confusione, rassegnazione, apatia con cui la squadra scende in campo. “Gli occhi della tigre “ recitava Apollo Creed in Rocky 3. I nostri semmai ultimamente hanno “gli occhi da agnellino”... e non perché ieri fosse Pasquetta.
Uno: come l’unico tiro in porta che ormai basta per decretare la nostra sconfitta. E il peggio è che questo gol arrivi ormai ad inizio partita. Spezia, Cittadella, Brescia… Un quarto d’ora (a volte anche meno) e siamo già sotto… per la serie… scontateci il prezzo del biglietto... giusto il tempo per vedere il gol avversario e poi putimm arrecettà e fierr…
Due: Ai tifosi Bresciani autori di un vero e proprio agguato verso la tifoseria Beneventana a fine gara. Scusate. Ho scritto tifosi. Dovevo scrivere ANIMALI. Scusate. Ho sbagliato ancora. Non è giusto offendere gli animali che hanno comunque una propria sensibilità ed un loro amore. VERMI. Forse è questo il termine da usare per chi anche in un giorno SANTO ha cercato lo scontro del tutto assurdo ed inutile a fine partita.
Tre: Le occasioni potenziali che ho contato in 80 minuti per tentare di raddrizzare la partita. Un tiro di Melara che definire tiro è un eufemismo, uno slalom di Cissè nella ripresa ed un'incornata di Lucioni da una punizione dalla tre quarti. Tutto qua? Purtroppo si, e questo la dice lunga sullo spirito di come ormai si affrontano le partite…
Quattro: alla trama di passaggi che si è riusciti a fare per impostare un’ azione. Dopo… il nulla. La squadra che sciorinava calcio e bel gioco non c’è più. Appoggi sbagliati, imprecisi, superficiali... difficile costruire qualcosa se questi sono i presupposti.
Cinque: All’arbitro reo di aver inventato di sana pianta il calcio d’angolo da cui è nato il gol. Eppure era lì a pochi metri… Cara giacchetta nera, nuje già stamm nguaiat’, si po’ tu ‘ngopp o cuott vuò mett pur l’acqua vullut...
Sei: Come le finali che mancano alla fine del campionato. Chiamarle finali è un parolone. Forse sarebbe opportuno chiamarle “partite-stillicidio”. Già perché se Sparta piange, Atene non ride. Le altre dietro stanno messe peggio di noi. Sei partite perse nelle ultime otto eppure siamo ancora quarti… Incredibile ma vero. Ed ora, visto il nostro andazzo, per assurdo ci tocca tifare per chi è al pari nostro o dietro di noi sperando che corrano un po’ di più per non far scappare la terza oltre i nove punti, sempre chè noi riusciamo a mantenere almeno l’ottava posizione visto il trend infelice.
Sette: E a chi eggia dà sette oggi? Proprio non vedo chi possa meritarsi un tale voto. Forse Cissè apparso più in palla rispetto alle ultime scialbe prestazione e che con il suo ingresso in campo ha dato un po’ di verve lì davanti. Non ti esaltà guagliò… E’ solo di fiducia, nulla più…
Otto: Qui il voto ce l’ho ed al contrario dei VERMI (vedi voto due), noi sappiamo apprezzare gesti e prodezze anche dei giocatori avversari. Lo stop e la fucilata di Caracciolo da fuori area che si stampa sulla traversa vale da solo il prezzo del biglietto. L’Airone ieri non ha volato, ma semmai ce ne fosse stato bisogno, ha fatto capire che le ali può usarle in qualsiasi momento.
Nove: Ad alcuni amici di penna e di web che ci avevano visto giusto già a febbraio. Parlavano di coperta corta, ritiro, squadra demotivata, obiettivo raggiunto (salvezza), mercato di Gennaio inesistente, e tutti noi altri a dargli contro perché comunque al nostro primo campionato di B dovevamo ritenerci soddisfatti. Lo siamo ancora per carità, ma una sana autocritica dobbiamo farcela tutti, oggi che stiamo vivendo della rendita del meraviglioso girone di andata che è purtroppo solo un lontano ricordo.
Dieci: A tutti quelli che anche ieri hanno manifestato il loro amore per la strega. Muoversi alla volta di Brescia rinunciando alla tradizionale Pasquetta in famiglia è l’ennesima dimostrazione che questa squadra non sarà mai sola. O forse dovrei dire… che questa maglia non sarà mai sola. La squadra è sola da un pezzo, persa in una crisi di gioco e di identità dalla quale non riesce a venir fuori.
PS: Ciavit ntussecat Natal, ma li avevate il beneficio di una condotta arbitrale pessima ed avevate lottato col cuore su ogni pallone. Ieri ciavit ‘ntussecat Pasquetta, con un approccio ed uno sviluppo della partita nemmeno minimamente paragonabile all’ardore messo in campo a Frosinone. Menu mal’ che nun c putit ntussecà o Ferragosto, ma sul pcchè o campionat è ferm!!
Scugnizzo69